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La terapia cognitivo-comportamentale (CBT): come funziona e perché è efficace

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è un orientamento psicoterapico che si fonda su due principi essenziali per migliorare il benessere della persona e aiutarla a fronteggiare le difficoltà.

L’interconnessione tra pensieri, emozioni e comportamenti

L’esperienza umana è influenzata da un ciclo continuo di interazioni tra questi tre elementi. Questo vuol dire che non sono solo gli eventi esterni a influenzare come ci sentiamo e ci comportiamo, ma anche il modo in cui interpretiamo tali eventi.

Cosa sono i pensieri?

I pensieri rappresentano le nostre interpretazioni, credenze, valutazioni e aspettative riguardo a noi stessi, agli altri e al mondo. Secondo la CBT due persone possono vivere lo stesso evento stressante (come parlare in pubblico) ma reagire in modo diverso a seconda delle loro credenze personali (ad es., “Sarò brillante” vs. “Farò una figuraccia”).

Cosa sono le emozioni?

Le emozioni sono risposte affettive complesse che riflettono il nostro stato interno in relazione ai nostri pensieri e alle circostanze esterne. Le emozioni (gioia, tristezza, paura, rabbia, disgusto) possono variare in intensità. Secondo la CBT, i pensieri possono influenzare direttamente le nostre emozioni; per esempio, interpretare un commento come un rifiuto può generare emozioni quali tristezza o rabbia.

Cosa sono i comportamenti?

I comportamenti includono le nostre azioni o reazioni visibili alle situazioni interne ed esterne. Possono anche essere influenzati dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni. Per esempio, se crediamo che un compito sia troppo difficile (pensiero), potremmo sentirci scoraggiati (emozione) e quindi evitare di affrontarlo (comportamento). Allo stesso modo, un comportamento può influenzare pensieri ed emozioni; ad esempio, affrontare con successo una sfida può portare a pensieri più positivi su di sé e a sperimentare gioia.

Comprendere l’interconnessione tra pensieri, emozioni e comportamenti è cruciale nell’approccio terapeutico della CBT. Attraverso tecniche come la ristrutturazione cognitiva e l’esposizione, i terapeuti aiutano i pazienti a:

  • identificare e modificare pensieri disfunzionali
  • gestire le emozioni spiacevoli in modo più efficace
  • modificare comportamenti problematici

Un esempio concreto dello scopo clinico della terapia cognitivo-comportamentale

Una persona che fallisce un esame può pensare: «Sono un fallimento totale» (pensiero), il che può portare a sentimenti di vergogna e disperazione (emozione), fino a evitare ulteriori opportunità di studio o di esame (comportamento).

Modificando il pensiero in qualcosa di più adattivo e realistico, come «Posso imparare dai miei errori e provare di nuovo», la persona può sentirsi più speranzosa (emozione) e impegnarsi in comportamenti più produttivi, come studiare di più o chiedere aiuto (comportamento).

La focalizzazione sul presente come principio della terapia cognitivo-comportamentale

La focalizzazione sul presente è un secondo principio chiave della terapia cognitivo-comportamentale (CBT), che sottolinea l’importanza di concentrarsi sulle questioni attuali e su come affrontarle, piuttosto che rimanere intrappolati in riflessioni sul passato o in preoccupazioni per il futuro.

La CBT prevede infatti l’identificazione di problemi specifici che l’individuo sta affrontando nel presente. Questo processo include la definizione di obiettivi terapeutici chiari e realizzabili, concentrati sulle difficoltà attuali piuttosto che su eventi passati non modificabili o su ipotetiche preoccupazioni future.

Un focus sul presente consente agli individui di lavorare attivamente su cambiamenti comportamentali e cognitivi che possono avere un impatto immediato sulla loro vita. Il terapeuta cognitivo-comportamentale incoraggia inoltre le persone a riconoscere le proprie capacità, rafforzando il senso di autonomia e di autoefficacia attraverso esperimenti comportamentali.

La focalizzazione sul presente è strettamente legata anche alle tecniche di mindfulness.

Francesca Giangrande


Bibliografia

  • Beck, A. Principi di terapia cognitiva. Un approccio nuovo alla cura dei disturbi affettivi. Astrolabio Ubaldini (1984).
  • Beck, J. Le sfide della Terapia Cognitiva. Cosa fare quando le tecniche di base non funzionano. Firera & Liuzzo Group (2008).
  • Backx, W.; DiGiuseppe, R. A.; Doyle, K. A.; Dryden, W. Manuale di terapia razionale emotiva comportamentale. Raffaello Cortina (2014).


Articolo a cura della Dott.ssa Francesca Giangrande, con cui puoi prenotare un appuntamento cliccando qui.


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