Laser prostata: vantaggi e novità nel trattamento dell’IPB
Negli ultimi anni il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB) ha subito una significativa evoluzione grazie all’introduzione della tecnologia laser, che garantisce una maggiore precisione e una più rapida ripresa post-operatoria rispetto agli interventi tradizionali. Ne parla il nostro esperto il Dott. Carmelo Quattrone, Urologo a Napoli.
Che cos’è il laser per la prostata?
Il trattamento laser della prostata utilizza un fascio di luce ad alta energia per rimuovere o vaporizzare il tessuto prostatico in eccesso. Tra le tecniche più diffuse rientrano:
- ThuLEP (enucleazione prostatica con laser Tullio)
- HoLEP (enucleazione prostatica con laser ad olmio)
- GreenLight (fotovaporizzazione del tessuto prostatico)
Queste metodiche permettono di trattare anche prostate molto grandi, senza tagli, con grande precisione, riducendo il rischio di sanguinamento intraoperatorio e post-operatorio,
Quali sono i vantaggi?
Rispetto alla resezione transuretrale della prostata (TURP), il laser presenta numerosi benefici:
- Minore sanguinamento: particolarmente indicato per pazienti che assumono farmaci anticoagulanti.
- Ridotta degenza: nella maggior parte dei casi la degenza ospedaliera è di 24-48 ore.
- Cateterismo breve: il catetere viene rimosso spesso già dopo 24 ore.
- Recupero veloce: molti pazienti tornano alle attività quotidiane in pochi giorni.
- Minor rischio di complicanze: minori probabilità di sviluppare stenosi uretrali o incontinenza.
Chi può sottoporsi al trattamento laser?
Il trattamento laser è indicato per la maggior parte dei pazienti affetti da IPB è sintomi severi o moderati, anche in presenza di ritenzione urinaria acuta e cronica, catetere vescicale a permanenza o calcoli della vescica e a angue nelle urine. È inoltre adatto per pazienti fragili o con comorbidità, grazie al carattere mininvasivo della procedura.
Il ruolo della ThuLEP nelle prostate di grandi dimensioni
L’enucleazione prostatica con laser TULLIO (ThuLEP) rappresenta oggi il “gold standard” per il trattamento delle prostate voluminose (oltre 80-100 ml), superando la necessità di interventi chirurgici a cielo aperto. Permette la rimozione completa del tessuto ostruente, sovrapponibili ai risultati ottenuti dagli interventi “classici” ma con netti vantaggi in termini di riduzione dei rischi operatori e post operatori e di recupero funzionale.
Ci sono rischi o effetti collaterali?
Come ogni procedura chirurgica, anche il laser può comportare effetti indesiderati. I più comuni sono:
- Bruciore temporaneo alla minzione
- Leggero sangue nelle urine nei giorni successivi
- Riduzione dell’eiaculazione (eiaculazione retrograda)
Tuttavia, la probabilità di complicanze gravi è molto bassa, soprattutto se l’intervento è eseguito in centri specializzati.
Conclusione
Il laser rappresenta oggi un’opzione sicura, efficace e moderna per il trattamento dell’IPB, migliorando sensibilmente la qualità della vita dei pazienti. È consigliabile rivolgersi a un urologo esperto come il Dott. Quattrone per scegliere la tecnica più adatta al singolo caso, considerando volume prostatico, sintomi e condizioni generali di salute.


