Trattamento mini invasivo dell’ipertrofia prostatica: ne parliamo con l’Urologo
L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è una condizione molto diffusa negli uomini sopra i 50 anni e consiste nell’aumento di volume della prostata che può causare sintomi urinari fastidiosi. Negli ultimi anni, accanto alla terapia farmacologica e alla chirurgia tradizionale, si sono sviluppate diverse tecniche di trattamento mini invasivo che permettono di ridurre i disturbi con minori rischi e tempi di recupero più rapidi. Ne parliamo con il Dott. Giglio, specialista in Urologia e Andrologia.
Quali sono i sintomi dell’ipertrofia prostatica?
L’ingrossamento della prostata può determinare difficoltà nella minzione, getto urinario debole, bisogno di urinare frequentemente anche di notte (nicturia) e, nei casi più gravi, ritenzione urinaria.
Perché scegliere un trattamento mini invasivo?
I trattamenti mini invasivi hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita senza ricorrere a un intervento chirurgico maggiore. Rispetto alla resezione tradizionale della prostata (TURP), queste tecniche offrono:
- minore sanguinamento;
- ridotto rischio di complicanze;
- conservazione della funzione sessuale;
- ritorno precoce alle attività quotidiane.
Le principali opzioni disponibili
In Italia, sono oggi disponibili diverse procedure innovative:
- Rezūm: utilizza getti di vapore acqueo che determinano la riduzione del volume prostatico. È indicato per prostate di dimensioni medio-piccole.
- Urolift: consiste nell’inserimento di piccoli impianti che sollevano e sostengono i lobi prostatici, liberando il passaggio urinario.
- Aquablation: impiega un getto d’acqua ad alta precisione guidato da un sistema robotico per rimuovere il tessuto in eccesso.
- Laser (HoLEP, GreenLight, Thulium): garantisce un’ablazione mirata con minimo sanguinamento, adatta anche a prostate di grandi dimensioni.
Quali sono i vantaggi?
Il vantaggio principale è l’efficacia nel ridurre i sintomi urinari mantenendo un profilo di sicurezza elevato. Questi trattamenti non richiedono grandi incisioni, spesso si eseguono in day hospital e il paziente può tornare a casa dopo poche ore.
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A chi sono rivolti?
I trattamenti mini invasivi sono indicati nei pazienti che non rispondono più alla terapia farmacologica o che desiderano evitare gli effetti collaterali dei farmaci a lungo termine. La scelta della tecnica dipende da diversi fattori: volume della prostata, caratteristiche anatomiche e condizioni generali di salute.
Importanza della valutazione specialistica
Solo una visita urologica con esami mirati (ecografia prostatica, flussometria, esami del sangue e urine) consente di individuare la soluzione più adatta. L’approccio personalizzato permette di selezionare la tecnica che meglio risponde alle esigenze del paziente.


