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Vaccino contro l’HPV: estremamente utile ma poco conosciuto

Esistono circa 200 tipi di HPV, ma i due ceppi più aggressivi (HPV 16 e 18), contro cui è stato creato il primo vaccino profilattico, sono responsabili del 70% di tutti i casi di tumore del collo dell’utero. Il nostro esperto, Prof. Stefano Greggi, Direttore della Ginecologia Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli, Fondazione Pascale, ci parla dell’importanza di una corretta prevenzione

Tumore della cervice uterina ed HPV: com’è la situazione in Italia?

In Italia, il cancro del collo uterino rappresenta ancora una delle maggiori cause di morte per tumore in giovani donne, ma è

anche la terza causa dei decessi nelle donne ultra65enni con circa 3.500 nuovi casi ogni anno. La causa principale di questo tumore è l’infezione genitale da Papilloma Virus Umano (HPV), infezione che oltre il 70% delle donne sperimenta almeno una volta nella vita. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’infezione guarisce spontaneamente.

Esistono, tuttavia, condizioni che ne favoriscono la persistenza:

a) presenza dei ceppi più aggressivi, cosiddetti “ad alto rischio oncogeno” (HPV 16, 18, ma anche 31,33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59 e 66); in particolare, l'HPV 16 è rilevato nel 50-60% e l'HPV 18 nel 10-20% dei carcinomi cervicali;

b) ridotte difese immunitarie da parte dell’ospite (terapie immunosoppressive, defedamento, ma anche abitudine al fumo);

c) possibili reinfezioni legate all’alternanza dei partner sessuali.

Donna

In che modo è possibile prevenire il Papilloma Virus?

Per poter prevenire l’infezione da HPV sono stati sviluppati vaccini profilattici la cui sicurezza ed efficacia è comprovata da numerosi studi internazionali su migliaia di soggetti. Dopo il vaccino bivalente (per HPV 16 e 18) e tetravalente (per HPV 16 e 18, ma anche 6 e 11, a basso rischio oncogeno ma frequenti responsabili delle condilomatosi del basso tratto genitale), è oggi disponibile un vaccino nona-valente in grado di proteggere dai 7 genotipi ad alto rischio più frequenti oltre ai 2 di basso rischio. L’efficacia preventiva del nuovo vaccino è, pertanto, molto elevata e si stima di poco inferiore al 100%.

È stato dimostrato che vaccino per l’HPV è in grado di suscitare la massima risposta anticorpale in soggetti non ancora venuti a contatto con il virus. La fascia di età pre-adolescenziale (12 anni) è, pertanto, quella prescelta dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale per l’offerta primaria vaccinale gratuita, estesa anche ai soggetti di sesso maschile. È stata introdotta più recentemente la possibilità di rientrare nella gratuità della prestazione fino ai 25 anni per le femmine e ai 18 anni per i maschi. Vi sono, inoltre, Centri di Consulenza Vaccinale HPV (in Campania, l’Istituto Naz. Tumori di Napoli, Fondazione Pascale), al di fuori del Programma di Sanità Pubblica, che valutano la possibilità di vaccinarsi in tutte quelle condizioni non ricadenti nel piano di sanità pubblica, ad un costo inferiore a quello del mercato farmaceutico. In particolare, è consigliato vaccinarsi anche in concomitanza con un trattamento ablativo (LEEP, conizzazione) per una displasia cervicale HPV correlata, od ampliare la propria copertura con il vaccino nona-valente pur avendo già ricevuto il bi- o tetravalente.

Il vaccino da HPV è pericoloso?

A differenza di molti vaccini che contengono l’agente virale “indebolito o ucciso”, il vaccino anti-HPV non è costituito dal virus attenuato o inattivo, ma da “virus-like particles” (particelle simil-virali), delle particelle dell’involucro (capside) virale che sono in grado di stimolare la risposta immune simulando la parte più esterna del virus ma prive di materiale genetico e, di conseguenza, incapaci di infettare le cellule e/o replicarsi.

I risultati derivanti dall’uso di questo vaccino hanno dimostrato che non vi sono effetti avversi rilevanti. È possibile che si manifesti una lieve gonfiore ed arrossamento nella zona dell’iniezione; febbre, mal di testa o disturbi gastro-intestinali sono veramente infrequenti ed in ogni caso passeggeri.

È vero che molte donne non sono a conoscenza di questo vaccino?

Purtroppo, la consapevolezza della popolazione femminile in Campania circa questa possibilità di prevenzione dal Papilloma Virus è ancora ridotta. Proprio per questo è necessario intervenire servendosi dei mezzi di comunicazione e fornire informazioni chiare e qualificate.

Ovviamente, anche il contributo da parte di medici di famiglia e ginecologi è estremamente importante sia a fine informativo che di sollecitazione.