Vulvovaginite da candida: come la dieta può fare la differenza

La vulvovaginite da candida è una condizione comune che molte donne sperimentano almeno una volta nella vita, ma non tutte sanno quanto l'alimentazione possa influenzare lo sviluppo e la gestione di questa fastidiosa infezione. In questa intervista, il Dott. Lorenzo Agoni, ginecologo con esperienza pluriennale, esplora l'importanza di un approccio dietetico nutrizionale mirato per contrastare la candida. Attraverso una corretta alimentazione, è possibile non solo ridurre i sintomi, ma anche prevenire future recidive, migliorando così il benessere generale. Scopri come la dieta può diventare un'alleata preziosa nella lotta contro la vulvovaginite da candida.
Perché la dieta può influenzare la candida?
Le donne conoscono bene la candida perché può portare a fastidiose infezioni a livello vulvovaginale, caratterizzate da prurito intenso e perdite bianche molto dense. Non tutti sanno però che la candida è un ospite frequente non solo a livello vaginale, ma anche a livello orale e intestinale. Proprio qui, nell’intestino, trova un ambiente favorevole dove instaurarsi, solitamente in modo asintomatico. Dall’intestino alla vagina il passo è breve e ci si può trovare con un’infezione genitale. Pertanto, si può facilmente capire come tutto ciò che mangiamo arrivi poi anche a questo fungo che tenderà a proliferare nell’intestino tanto più facilmente quanto più nella nostra dieta sono presenti alimenti che esso predilige, come i carboidrati.
Modificando la dieta è possibile ridurre la candida intestinale?
Sicuramente sì. Non basta, però, semplicemente eliminare i carboidrati, come sarebbe lecito pensare. È importante, invece, ragionare con un’ottica più ampia perché l’intestino accoglie un grande numero di batteri benefici e anch’essi hanno le proprie necessità nutrizionali. Questi batteri giocano un ruolo altrettanto importante nel limitare la proliferazione della candida e, pertanto, vanno presi in considerazione nel pianificare qualunque modifica nell’alimentazione.
I batteri intestinali influenzano la candida?
Eccome! Il cosiddetto microbiota intestinale che è definito come “l’insieme dei microrganismi che colonizzano l’intestino” è un vero e proprio organo le cui componenti, cioè le sue varie comunità microbiche, devono trovare un equilibrio fra loro per la sopravvivenza di tutte e per il benessere dell’individuo. Una modifica di questo equilibrio può portare ad alterazioni della funzionalità intestinale ma anche, come si è capito più recentemente, patologie metaboliche, cardiovascolari e disturbi dell’umore, ed altro ancora. Quando la candida si instaura a livello intestinale vuol dire che ha trovato il modo di stare in equilibrio in quello specifico microbiota. Pertanto, è fondamentale agire su tutto il microbiota per fare in modo che la candida non abbia uno spazio facile in cui insediarsi.
Quali alimenti possono aiutare maggiormente per limitare la candida intestinale?
Fra gli interventi più raccomandati troviamo l’assunzione di vegetali contenenti oligosaccaridi (come ortaggi, legumi e frutta nelle giuste proporzioni), una quota adeguata di aminoacidi essenziali (sia come integratori che dalle proteine alimentari vegetali e animali), e limitate quantità di prodotti lattiero-caseari. Importante, inoltre, assumere una corretta dose di acidi grassi essenziali sia omega-3 che omega-9 (da olio di pesce, olio di oliva, semi di lino e frutta secca oleosa), olio di cocco, per sostenere le funzioni antinfiammatorie, anche sotto forma di integrazione o supplementazione. Non secondaria, l’assunzione di probiotici in modo mirato per il riequilibrio del microbiota intestinale.
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Basta seguire questi pochi accorgimenti?
Assolutamente no. È importante che ciascuna donna riceva un piano personalizzato in base al proprio fabbisogno nutrizionale, fattori di rischio, abitudini di vita, presenza o meno di sintomatologia intestinale o di altre patologie correlate al microbiota intestinale. Solo in questo modo è possibile intervenire in maniera corretta su una situazione complessa che può avere ripercussioni sulla salute globale della persona, non solo sulla presenza di candida. Il fai-da-te può risultare inutile o addirittura dannoso.

