

La classificazione dell’obesità si basa sul calcolo di differenti parametri: il Dott. Saibene, esperto in Dietologia a Milano, ci spiega quali sono questi parametri e quando occorre operare
Esistono diversi modi per classificare l’obesità. La più utilizzata è quella che si basa sull’indice di massa corporea (IMC o BMI in lingua inglese, Body Mass Index): il BMI calcola il rapporto tra peso, espresso in kg, ed altezza al quadrato, espressa in metri. Il soggetto si può considerare obeso quando questo indice è superiore a 30. Si parla di obesità di 1° tipo quando l’indice di massa corporea è compreso tra il 30 ed il 34,9, di 2° tipo quando è compreso tra il 35 ed il 39.9 e di 3° tipo quando è superiore al 40.

Tuttavia questo indice non tiene conto della composizione corporea, infatti il tessuto adiposo non viene in alcun modo conteggiato. Esistono numerosi modi per effettuare questo calcolo, tra cui:
Oltre a quanto già descritto sopra, lo specialista deve effettuare una valida anamnesi alimentare e dello stile di vita (abitudini voluttuarie, livello di attività fisica…) e un’anamnesi patologica per il rilievo dell’eventuale presenza di patologie concomitanti più o meno correlate con l’obesità.
Per essere sottoposti ad intervento chirurgico, le linee guida dicono che i pazienti debbano essersi sottoposti nella loro vita a tentativi dietetici seguiti da professionisti, non andati a buon fine o seguiti da un recupero del peso. I soggetti sono eleggibili per l’intervento se il loro BMI supera il 40 o il 35 in caso di presenza di complicanze (ad esempio diabete o ipertensione). Ovviamente oltre a queste indicazioni, i soggetti dovranno essere sottoposti ad una serie di accertamenti volti a stabilire l’idoneità psico-fisica all’intervento.

Il post-intervento è variabile a seconda del tipo di intervento a cui il paziente si è sottoposto. In linea di massima, comunque, consta di un periodo più o meno prolungato con alcune settimane di dieta liquida seguita da un progressivo incremento della consistenza degli alimenti fino ad arrivare, in genere nel giro di un paio di mesi, alla normale alimentazione solida. Otre all’importante calo ponderale che si ottiene, è indispensabile che tutto ciò avvenga sotto stretto controllo medico, utilizzando anche una adeguata supplementazione di integratori di vario genere sempre prescritti da specialisti.