Amiloidosi cardiaca


L’amiloidosi cardiaca è una patologia rara e complessa caratterizzata dal deposito anomalo di proteine chiamate fibrille amiloidi nel cuore. Questi depositi alterano la struttura e la funzione del miocardio, rendendo il cuore meno elastico e compromettendo progressivamente la sua capacità di pompare il sangue in modo efficace. Sebbene il cuore sia l’organo principalmente colpito, in alcuni casi l’amiloidosi può coinvolgere anche altri tessuti e organi, come articolazioni, tendini e sistema nervoso periferico



Sintomi principali e segnali di allarme

I sintomi dell’amiloidosi cardiaca sono spesso simili a quelli dello scompenso cardiaco tradizionale, il che può rendere difficile una diagnosi precoce. Tra i principali segnali si includono:

  • Dispnea o difficoltà respiratoria anche durante sforzi lievi
  • Affaticamento e ridotta tolleranza all’attività fisica quotidiana
  • Ritenzione di liquidi, con gonfiore di gambe, caviglie e aumento di peso
  • Malessere generale e progressiva diminuzione della qualità della vita


Altri segnali di allarme meno evidenti ma indicativi di amiloidosi cardiaca includono:

  • Sindrome del tunnel carpale
  • Rottura spontanea del tendine del bicipite (“segno di Popeye”)
  • Ispessimenti articolari noti come “spalle da football americano”


Questi sintomi possono aiutare il medico a sospettare la presenza di una forma meno convenzionale di scompenso cardiaco.

Cause e fattori di rischio

Le cause dell’amiloidosi cardiaca dipendono dal tipo di proteina coinvolta:

  • Amiloidosi AL: causata da una produzione anomala di proteine dalle cellule del midollo osseo.
  • Amiloidosi ATTR: legata alla proteina transtiretina, può essere ereditaria (mutazione genetica) o acquisita (forma senile).


Tra i fattori di rischio si segnalano:

  • Età avanzata
  • Predisposizione genetica per la forma ATTR ereditaria
  • Malattie ematologiche come mieloma multiplo per la forma AL

Diagnosi

La diagnosi di amiloidosi cardiaca richiede un approccio multidisciplinare e l’uso combinato di esami di laboratorio e strumentali. Gli step principali includono:

  • Esami del sangue e delle urine per identificare eventuali anomalie proteiche
  • Scintigrafia ossea per individuare depositi amiloidi nel cuore
  • Risonanza magnetica cardiaca per valutare l’estensione del coinvolgimento miocardico
  • Biopsia cardiaca o tissutale, necessaria in alcuni casi per confermare la diagnosi


Un diagnostico precoce è essenziale per impostare terapie efficaci e migliorare la prognosi.

Possibili complicanze

Se non trattata o monitorata, l’amiloidosi cardiaca può portare a:

  • Progressiva insufficienza cardiaca, con riduzione marcata della capacità di pompare sangue
  • Disfunzione diastolica e sistolica del ventricolo
  • Aritmie cardiache potenzialmente pericolose
  • Ridotta qualità e durata della vita

Specialista indicato

La gestione dell’amiloidosi cardiaca richiede l’intervento di un cardiologo esperto in scompenso cardiaco e, nei casi di amiloidosi AL, anche di un ematologo. Il cardiologo valuta la funzione cardiaca, pianifica i controlli periodici e indirizza il paziente verso terapie specifiche mirate a rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità di vita.

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