Divorzio

Che cos’è il divorzio?

Il divorzio è lo strumento giuridico attraverso il quale è possibile sciogliere il matrimonio celebrato solo civilmente, oppure far cessare gli effetti civili del matrimonio cosiddetto "concordatario", ossia quello che, sulla base di specifici e accordi formali accordi tra stato e chiesa, pur essendosi celebrato in chiesa, è stato trascritto nei registri dello stato civile e, pertanto, spiega effetti anche civilistici. Il divorzio è l'unico istituto giuridico capace di far cessare gli effetti giuridici del matrimonio con effetti ex nunc, ossia solo a partire dal momento in cui viene pronunciata la sentenza dal giudice. Tale sentenza, accerta la cessazione della convivenza, della comunione materiale e spirituale fra i coniugi e l’impossibilità di mantenere o ricostruire l’unione familiare. Il procedimento di divorzio può seguire due percorsi alternativi, a seconda che vi sia o meno il consenso tra i coniugi.
Il divorzio infatti può essere congiunto (accordo congiunto dei coniugi su tutte le condizioni da adottare) o giudiziale (nessun accordo sulle condizioni, può essere presentato anche da un solo coniuge).

Quali sono gli effetti del divorzio?

Con il divorzio si scioglie il matrimonio civile mentre, in caso di matrimonio concordatario, si dichiarano cessati solo gli effetti civili dell'istituto, dato che sul piano religioso il sacramento del matrimonio resta comunque indissolubile. Dal momento del divorzio, scaturiscono molteplici effetti: in primo luogo, dopo la sentenza, il giudice può disporre a carico di uno dei due coniugi il pagamento di un assegno divorzile tenendo conto della situazione patrimoniale di entrambi. Il giudice assume decisioni anche sull'assegnazione della casa coniugale e sull'affidamento dei figli. La moglie inoltre perde il cognome del marito, i coniugi perdono reciprocamente i diritti successori, anche se la legge prevede alcuni correttivi tra cui una sorta di solidarietà post-coniugale, riconoscendo al coniuge il diritto a ricevere un assegno periodico da porsi a carico dell'eredità (assegno successorio).
Ha diritto all'assegno successorio il coniuge che percepiva già un assegno divorzile e che si trovi in uno stato di bisogno. Il giudice chiamato a decidere sulla quantificazione dell'assegno successorio dovrà tenere conto di una serie di circostanze, compresa anche la consistenza dell'asse ereditario e la condizione economica degli eredi. Il diritto all'assegno successorio viene meno se il coniuge passa a nuove nozze oppure se viene meno lo stato di bisogno. Il coniuge superstite può avere diritto anche alla pensione di reversibilità (sempre che non si sia risposato) se aveva ottenuto con la sentenza di divorzio il riconoscimento dell'assegno per il suo mantenimento.

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