L’ischemia degli arti inferiori è una condizione caratterizzata da una riduzione del flusso sanguigno arterioso verso una o entrambe le gambe, con conseguente diminuzione dell’apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti.
Nella maggior parte dei casi è associata alla malattia arteriosa periferica, spesso causata dall’aterosclerosi, cioè dalla formazione di placche all’interno delle arterie.
Può avere un andamento progressivo oppure comparire improvvisamente, come nell’ischemia acuta dell’arto, che rappresenta un’emergenza vascolare.
L’ischemia può interessare arterie di diverso calibro e compromettere muscoli, pelle, nervi e altri tessuti dell’arto inferiore. La gravità dipende dall’entità e dalla durata della riduzione del flusso sanguigno.
Sintomi dell’ischemia degli arti inferiori
I sintomi variano in base alla gravità e alla rapidità con cui si sviluppa la riduzione della circolazione. Nelle forme croniche, il disturbo più caratteristico è il dolore alla gamba durante la camminata, noto come claudicatio intermittens, che tende a migliorare con il riposo.
Con la progressione della malattia possono comparire:
- dolore a riposo, spesso più intenso durante la notte;
- piedi o gambe freddi;
- formicolio, intorpidimento o debolezza;
- pelle pallida, bluastra o con altre alterazioni di colore;
- riduzione della crescita dei peli e modificazioni delle unghie;
- ulcere o ferite che guariscono lentamente.
Un improvviso dolore intenso a una gamba associato a pallore, freddo, perdita di sensibilità o difficoltà a muovere l’arto richiede una valutazione medica immediata, perché può indicare un’ischemia acuta. Questa situazione può compromettere rapidamente la vitalità dell’arto.
Cause dell’ischemia degli arti inferiori e fattori di rischio
Le cause dell’ischemia degli arti inferiori sono principalmente legate alla riduzione o all’interruzione del flusso nelle arterie. La causa più frequente è l’aterosclerosi. Nell’ischemia acuta, invece, l’occlusione può essere provocata anche dalla formazione di un coagulo (trombosi) oppure da un embolo proveniente da un’altra sede del sistema cardiovascolare.
Tra i principali fattori di rischio rientrano:
- fumo di sigaretta;
- diabete mellito;
- ipertensione arteriosa;
- elevati livelli di colesterolo;
- età avanzata;
- malattia renale cronica;
- presenza di altre malattie cardiovascolari.
Il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare costituisce una parte fondamentale della gestione della malattia arteriosa periferica.
Diagnosi dell’ischemia degli arti inferiori
La diagnosi dell’ischemia degli arti inferiori comprende la valutazione dei sintomi, dei fattori di rischio e della circolazione dell’arto attraverso l’esame obiettivo. Il medico valuta, tra gli altri aspetti, la temperatura e il colore della pelle, la presenza dei polsi arteriosi e l’eventuale presenza di lesioni cutanee.
Tra gli esami più utilizzati vi sono:
- indice caviglia-braccio (ABI), che confronta la pressione arteriosa alla caviglia con quella del braccio;
- ecocolordoppler arterioso, che permette di valutare il flusso sanguigno e la presenza di restringimenti o occlusioni;
- misurazione delle pressioni digitali e altri test emodinamici, particolarmente importanti nei pazienti con ischemia più avanzata;
- angio-TC o angio-RM, utili per definire la sede e l’estensione delle alterazioni arteriose;
- angiografia, soprattutto quando è necessario pianificare una procedura di rivascolarizzazione.
Nelle forme più gravi, la valutazione deve stabilire anche la presenza di ischemia cronica minacciosa per l’arto (chronic limb-threatening ischemia, CLTI), caratterizzata da malattia arteriosa periferica associata a dolore ischemico a riposo, ulcere non guarenti o gangrena.
Complicanze
Un’ischemia non adeguatamente trattata può determinare ulcere, infezioni, necrosi dei tessuti e gangrena. Nelle forme croniche più avanzate può essere necessario un trattamento di rivascolarizzazione per preservare l’arto; nei casi irreversibili può rendersi necessaria l’amputazione.
L’ischemia degli arti inferiori è inoltre un importante indicatore di malattia aterosclerotica sistemica ed è associata a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari, come infarto miocardico e ictus.
Quali specialisti si occupano dell’ischemia degli arti inferiori?
La gestione è spesso multidisciplinare. Il chirurgo vascolare o lo specialista in medicina vascolare valuta la circolazione degli arti e l’eventuale indicazione a trattamenti endovascolari o chirurgici.
Possono inoltre essere coinvolti:
- cardiologo, per la valutazione e la gestione del rischio cardiovascolare;
- diabetologo, soprattutto in presenza di diabete o lesioni del piede;
- internista o medico di medicina generale, per il controllo complessivo dei fattori di rischio;
- radiologo interventista, quando sono indicate procedure endovascolari;
- specialista in medicina fisica e riabilitativa, per il recupero della capacità funzionale;
- specialisti della cura del piede e delle ferite, in particolare nei pazienti con ulcere o diabete.
La scelta del trattamento dipende dalla gravità dell’ischemia, dalle condizioni generali del paziente, dall’anatomia delle lesioni arteriose e dalla presenza di tessuti già danneggiati. Le linee guida attuali sottolineano l’importanza di una valutazione tempestiva e di un percorso multidisciplinare nei pazienti con minaccia per la vitalità dell’arto.