Soluzioni Digitali

Poliposi della colecisti

Cos'è la poliposi della colecisti 

La poliposi della colecisti è la presenza di una o più formazioni polipoidi che protrudono dalla parete interna della colecisti, l’organo che raccoglie e concentra la bile prodotta dal fegato. Nella maggior parte dei casi, i polipi della colecisti sono lesioni benigne e vengono individuati casualmente durante un’ecografia addominale eseguita per altri motivi. 


Con il termine poliposi della colecisti si possono indicare formazioni di natura diversa. Alcune sono dovute a depositi di colesterolo o ad alterazioni benigne della parete, mentre una minoranza può essere costituita da lesioni neoplastiche con un potenziale di trasformazione maligna. Per questo motivo, la valutazione deve tenere conto soprattutto delle dimensioni, della morfologia del polipo e dei fattori di rischio individuali. 

Sintomi della poliposi della colecisti 

Nella maggior parte dei casi la poliposi della colecisti è asintomatica. I polipi vengono spesso scoperti incidentalmente durante un’ecografia dell’addome. 


Quando sono presenti disturbi, non sempre questi sono direttamente provocati dal polipo. I possibili sintomi possono comprendere: 

  • dolore o fastidio nella parte superiore destra dell’addome; 
  • nausea o vomito; 
  • sensazione di pesantezza dopo i pasti; 
  • disturbi digestivi. 


Un dolore addominale intenso o persistente, febbre, ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi) o vomito persistente richiedono una valutazione medica, perché possono indicare una patologia della colecisti o delle vie biliari diversa o associata alla presenza del polipo. 

Cause della poliposi della colecisti e fattori di rischio 

Le cause della poliposi della colecisti dipendono dal tipo di lesione. Molti polipi sono cosiddetti pseudopolipi, spesso correlati a depositi di colesterolo o ad alterazioni infiammatorie della parete della colecisti. Altri, meno frequenti, sono veri polipi neoplastici. 


Il rischio che una lesione sia associata a malignità aumenta in presenza di alcune caratteristiche. Tra i principali fattori considerati nelle linee guida europee vi sono: 

  • dimensioni del polipo, soprattutto quando raggiunge o supera i 10 mm; 
  • età superiore a 60 anni; 
  • presenza di colangite sclerosante primitiva; 
  • morfologia sessile, cioè una lesione a base larga, o associata a ispessimento della parete della colecisti; 
  • alcuni fattori geografici o genetici associati a una maggiore incidenza del carcinoma della colecisti. 


È importante sottolineare che la maggior parte dei polipi di piccole dimensioni ha un basso rischio di malignità. 

Diagnosi della poliposi della colecisti 

La diagnosi della poliposi della colecisti viene effettuata principalmente mediante ecografia addominale, che rappresenta l’esame iniziale di riferimento per identificare e caratterizzare queste lesioni. L’ecografia consente di valutare il numero, le dimensioni, la forma e l’attacco del polipo alla parete della colecisti. 


In casi selezionati, soprattutto quando l’ecografia non permette di stabilire con certezza la natura della lesione, possono essere utilizzati ulteriori esami, come: 

  • ecografia con mezzo di contrasto (CEUS); 
  • ecoendoscopia (EUS); 
  • TC o risonanza magnetica, quando indicate dal quadro clinico. 


La scelta dell’esame dipende dalle caratteristiche della lesione e dai fattori di rischio del paziente. 

Complicanze e trattamento 

La principale preoccupazione nella gestione della poliposi della colecisti è la possibilità, rara, che una lesione neoplastica possa essere associata a un carcinoma della colecisti. Tuttavia, il rischio complessivo di malignità nei piccoli polipi è basso. 


Il trattamento dipende principalmente dalle dimensioni e dalle caratteristiche del polipo. Secondo le linee guida europee, la colecistectomia, cioè l'asportazione chirurgica della colecisti, è generalmente raccomandata per le lesioni di 10 mm o più, se il paziente è idoneo all’intervento. Per polipi più piccoli, la decisione dipende dalla presenza di fattori di rischio e dall’evoluzione nel tempo. 


In alcuni casi è sufficiente un monitoraggio ecografico periodico. Le raccomandazioni più recenti sottolineano inoltre l'importanza di valutare la morfologia della lesione e di evitare controlli o interventi non necessari nei polipi a rischio molto basso. 

Quali specialisti consultare? 

La gestione della poliposi della colecisti può coinvolgere diversi specialisti: 

  • gastroenterologo o epatologo, per la valutazione clinica e la gestione delle patologie delle vie biliari; 
  • radiologo, per l’interpretazione dell’ecografia e degli eventuali esami di secondo livello; 
  • chirurgo generale o chirurgo epatobiliare, quando è indicata la colecistectomia; 
  • endoscopista, soprattutto quando è necessaria un’ecoendoscopia; 
  • anatomopatologo, per l’analisi della colecisti dopo l’intervento chirurgico. 


Nei casi più complessi, la decisione terapeutica può essere condivisa all’interno di un team multidisciplinare, integrando i dati clinici, radiologici e chirurgici.