Dott.ssa Mariangela Paone
Psicologia clinica e della riabilitazione Appuntamento soggetto a conferma
La stimolazione cognitiva è utile sia per prevenire il decadimento delle funzioni cognitive (perattivazione cognitiva), sia per recuperarne i deficit (riabilitazione cognitiva) ingenerati da accidenti cerebrovascolari o traumi cranici, oppure da malattie cerebrali croniche progressive (neoplastiche o degenerative).
Proprio a causa dell’aumento dell’età media della popolazione in Italia (attualmente il numero di persone tra i 65 e i 75 anni è aumentato dell’800% rispetto agli inizi del 1900) la stimolazione cognitiva acquista sempre più una grande rilevanza.

La stimolazione cognitiva viene adoperata nei casi di demenza, ovvero la sindrome che provoca un progressivo deterioramente cognitivo (linguaggio, orientamento, attenzione, memoria) che condiziona significativamente il paziente anche in ambiti sociali, familiari, affettivi e personali.
La stimolazione cognitiva si realizza mediante esercizi che comportano l’utilizzo delle capacità cognitive (orientamento, attenzione, memoria, funzioni di riconoscimento sensoriale - gnosie -, funzioni pratto-esecutive, linguaggio e calcolo, funzioni logico-astrattive, pensiero).
Le attività di allenamento (training) possono effettuarsi su supporto cartaceo o informatico. Ormai sono molto numerosi i programmi computerizzati di training cognitivo, da utilizzare dopo averli installati sul proprio PC o tablet, oppure semplicemente collegandosi a siti web che li ospitano.
Sempre più si cerca di trasformare in giochi (gamificare) gli esercizi cognitivi, allo scopo di renderli più piacevoli e gratificanti per gli utenti, aumentandone il realismo con tecniche elettroniche di realtà virtuale e/o aumentata. Nel prossimo futuro verranno sviluppati programmi di training cognitivo sempre più sofisticati che faranno massiccio ricorso all’uso di intelligenza artificiale.
Ecco i trattamenti più diffusi: