Adenoidi e tonsille: perchè tanti bambini ne soffrono?

Autore: Prof. Gianluca Bellocchi
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Editor: Top Doctors®

 

Tonsille ed adenoidi sono spesso una piaga per i bambini, soprattutto in età infantile. L’esperto in Otorinolaringoiatria a Roma, Prof. Gianluca Bellocchi, spiega perché questa patologia è così diffusa e quali terapie sono più indicate per la cura.

 

Tonsille e adenoidi: perché tanti bambini ne soffrono?

Si può dire che le strutture linfatiche di cui sono composte sia le tonsille che le adenoidi, sono, nell’età pediatrica, spesso soggette all’aggressione di virus e batteri in quanto primi organi difensivi. Conseguentemente, se il sistema immunitario non è perfettamente sviluppato e pronto a svolgere la sua azione difensiva, queste strutture tendono ad ammalarsi, a non rispondere adeguatamente. Quindi ammalandosi, infettandosi, tendono molte volte a diventare più grandi, ad ingrossarsi e ad avere un’ipertrofia.

 

Adenoidi e tonsille: quali complicanze possono causare nel bambino?

L’ipertrofia comporta a sua volta una serie di problemi legati al fatto che, più il tessuto linfatico di cui sono composte tonsille e adenoidi tende a ingrossarsi, più crea ostruzione respiratoria, specialmente nel bambino. Questo perché le adenoidi sono posizionate al fondo delle fosse nasali, nella rinofaringe, cioè nella parte alta della faringe. Qui, gonfiandosi e ingrossandosi, creano ostruzione al flusso aereo proveniente dal naso e che deve dirigersi verso la gola, e prima ancora verso la tuba di Eustachio, il canale che collega l’orecchio medio con la gola. Le tonsille palatine a loro volta, ingrossandosi, producono lo stesso effetto, ovvero un fenomeno ostruttivo su flusso aereo.
Conseguentemente il bambino tenderà, sia per l’ipertrofia delle adenoidi, che per l’ipertrofia delle tonsille, a respirare male e fondamentalmente con la bocca, diventando quindi un respiratore orale.

 

Come si curano le tonsille e le adenoidi?

Nel caso di un’adenoidite cronica, ovvero di un’infiammazione cronica che affligge solo il tessuto adenoideo e che può generare magari un po’ di ostruzione nasale, per alcune otiti acute ricorrenti nel bambino si può pensare a una semplice terapia medica a base di cortisonici, antibiotici e anche di vaccini, chiamati catarrali, cioè stimolanti del sistema immunitario. Lo stesso vale per alcune forme di tonsillite ricorrente, ammesso che siano in numero modesto, non più di due o tre episodi l’anno, dove si può pensare ad una terapia all’occorrenza con antibiotici e antiinfiammatori.

 

Quando vanno tolte le adenoidi e le tonsille?

Nel momento in cui si è in grado di rilevare una sindrome delle apnee notturne di grave entità, dove gli episodi di tonsillite sono in numero uguale o superiore a 5 o 6 in un anno, o tali da provocare ad esempio un ascesso peritonsillare, l’indicazione è quella di eseguire un intervento di adenotonsillectomia, cioè di rimozione del tessuto tonsillare ed adenoideo. Generalmente è un intervento risolutivo per questa patologia, ma dove occorre che vi sia un’indicazione molto precisa a riguardo. 

Prof. Gianluca Bellocchi
Otorinolaringoiatria

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