Alluce valgo: trattamento chirurgico con tecnica mininvasiva

Autore: Dott. Fabio Treia
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

L’alluce valgo è una patologia molto diffusa che colpisce il piede. Il Dott. Fabio Treia, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, ci spiega come curare questa condizione che incide drasticamente sulla qualità della vita di chi ne soffre

Che cos’è l’alluce valgo?

L’alluce valgo è una condizione patologica caratterizzata da una deformità dell’alluce con conseguente deviazione laterale della falange, nonché lussazione delle due ossa che circondano l’articolazione dell’alluce (sesamoidi). È conosciuto anche con il “nome di cipolla” o “patata” a causa della presenza di una tumefazione dolorosa (borsite) nell’area interna del piede provocata dall’attrito con le calzature; si manifesta soprattutto nelle donne (rapporto 6:1 rispetto agli uomini) in una fascia d’età compresa tra i 30 ed i 60 anni, nonostante ultimamente si stia riscontrando spesso questa condizione anche in soggetti più giovani. Esistono tre forme di alluce valgo:

  • Lieve, in cui l’angolo dell’alluce non supera i 20º
  • Moderato, nei casi in cui il valgismo oscilla tra i 20º ed i 40º e l’alluce può esercitare una pressione sul secondo dito
  • Grave, quando la deviazione supera i 40º e l’alluce si sovrappone al secondo dito

Da cosa è causato?

Le cause dell’alluce valgo possono essere:

  • Congenite: in soggetti con alterazioni del piede (es. piede piatto) fin dalla nascita. Esistono, inoltre, fattori predisponenti (ereditarietà) legati ad un’anamnesi familiare positiva
  • Acquisite o secondarie: influenzate da forme traumatiche, infiammatorie, rachitiche, nonché dall’utilizzo di calzature troppo piccole, con la punta troppo stretta, o con tacchi alti.

L’utilizzo di calzature adatte è molto importante, in caso contrario il piede sarebbe costretto ad assumere una posizione innaturale. Altre patologie che possono favorire l’insorgenza di alluce valgo sono l’artrite reumatoide, la gotta, alcune patologie neuromuscolari e del tessuto connettivo (Sindrome di Marfan), come anche condizioni quali ipermobilità dell’articolazione metatarsale, basso tono muscolare, e lunghezza anormale del primo metatarso.

Come si riconosce?

L’alluce valgo non presenta sintomi iniziali, ma col passare del tempo si può riscontrare un dolore spontaneo alla palpazione causato dall’infiammazione dei tessuti; inoltre, la deviazione del dito comporta la concentrazione del peso corporeo nelle aree circoscritte che reagiranno con un’ipertrofia cutanea e una callosità sotto la pianta del piede. In alcuni casi, il paziente potrà anche lamentare una scarsa mobilità articolare dell’alluce e difficoltà nella deambulazione. Gli effetti dell’alluce valgo possono raggiungere anche le ginocchia, le anche, la colonna vertebrale e favorire l’insorgenza di patologie associate (neurinoma di Morton, dito a martello, metatarsalgie, ecc.).
Per diagnosticarlo correttamente è necessario eseguire una visita ortopedica e sottoporsi a delle analisi, tra cui l’esame baropodometrico che consente di misurare la distribuzione del carico sul piede sia in posizione statica che dinamica. Un altro esame fondamentale è la radiografia sotto carico, vale a dire in posizione eretta, di entrambi i piedi.

È possibile curare l’alluce valgo?

Il trattamento consigliato negli stadi iniziali è quello conservativo:

  • Utilizzare calzature adatte e plantari ortopedici
  • Eseguire una fisioterapia mirata per controllare il dolore
  • Assumere analgesici

Nel caso in cui queste terapie risultino inefficaci, l’unica soluzione è intervenire chirurgicamente.
La chirurgia mininvasiva ha il vantaggio di ridurre il tempo di recupero funzionale ed il rischio di complicanze. Questa procedura, però, è indicata solo in casi specifici: se la condizione del dito degenera, sarà necessario optare per altri tipi di chirurgia. La tecnica mininvasiva prevede l’esecuzione di alcuni forellini cutanei che consentono il passaggio di particolari frese che permettono allo specialista di eseguire il taglio dell’osso (osteotomia) per correggere l’alluce valgo. In seguito, verrà eseguita una fasciatura particolare che sarà necessario rinnovare ogni 15 giorni per un mese, dopodiché sarà possibile tornare ad indossare calzature comode.
I principali vantaggi della chirurgia mininvasiva nel trattamento dell’alluce valgo sono:

  • Esecuzione dell’intervento in day hospital
  • Utilizzo di anestesia loco-regionale (ankle block)
  • Riduzione della durata dell’intervento (circa 20 minuti rispetto ai 60 della tecnica tradizionale)
  • Recupero immediato della funzionalità dell’arto. Grazie, infatti, alla somministrazione di anestetici a lunga durata, il paziente non proverà dolore a seguito dell’intervento e sarà in grado di camminare fin da subito
  • Riduzione del rischio di complicanze

 

Dott. Fabio Treia
Ortopedia e Traumatologia

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