Angina pectoris: sintomi, diagnosi e terapie

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L’angina pectoris è una delle manifestazioni più comuni della cardiopatia ischemica. Si tratta di un dolore o fastidio al petto legato a una riduzione temporanea del flusso di sangue al cuore. Comprendere sintomi, cause e possibilità terapeutiche è fondamentale per riconoscere la condizione e affrontarla in modo corretto. Ne parliamo con la Dott.ssa Liliana Fatima Teresa Di Michele, specialista in Cardiologia a Como e Cantù.

Sintomi e segnali da non sottovalutare

Il sintomo principale dell’angina pectoris è il dolore toracico, spesso descritto come una sensazione di pressione, oppressione o bruciore al centro del petto. Questo dolore può irradiarsi a braccia, spalle, collo, mandibola o schiena. In alcuni casi possono comparire anche fiato corto, nausea, sudorazione e senso di affaticamento.

È importante sottolineare che i sintomi non sono sempre uguali: nelle donne, negli anziani e nei pazienti diabetici, l’angina può manifestarsi in modo atipico, ad esempio con dispnea o stanchezza marcata senza dolore evidente.

Cause e meccanismi

Il cuore riceve sangue attraverso le coronarie. Quando queste arterie si restringono a causa dell’aterosclerosi, il flusso sanguigno può ridursi, soprattutto sotto sforzo, generando il tipico dolore anginoso. In alcuni casi, la crisi può essere scatenata da emozioni intense, pasti abbondanti o esposizione al freddo.

Come avviene la diagnosi?

Per riconoscere l’angina pectoris, il medico valuta i sintomi e prescrive esami mirati. L’elettrocardiogramma (ECG) può mostrare alterazioni durante l’episodio doloroso, mentre test da sforzo, ecocardiogramma da stress o scintigrafia miocardica permettono di valutare la perfusione del cuore sotto carico. In casi selezionati, si ricorre alla coronarografia per studiare in modo diretto le arterie coronarie.

Terapie disponibili

Il trattamento dell’angina pectoris dipende dalla gravità dei sintomi e dal rischio cardiovascolare del paziente. La terapia farmacologica può includere nitrati, betabloccanti, calcio-antagonisti e antiaggreganti piastrinici. Questi farmaci riducono i sintomi e abbassano il rischio di eventi più gravi come l’infarto.

Quando il restringimento delle coronarie è significativo, si può ricorrere a procedure invasive come l’angioplastica con stent o, in casi più complessi, al bypass aorto-coronarico.

Stile di vita e prevenzione

Oltre ai farmaci, la prevenzione cardiovascolare riveste un ruolo decisivo. Smettere di fumare, controllare la pressione arteriosa, seguire una dieta equilibrata, mantenere un peso sano e praticare regolare attività fisica sono interventi fondamentali per ridurre il rischio di angina e di altre complicanze cardiache.


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Conclusione

L’angina pectoris è un segnale importante che non va ignorato. Riconoscere i sintomi e rivolgersi tempestivamente allo specialista permette di impostare una diagnosi corretta e un trattamento adeguato. Oggi in Italia sono disponibili terapie moderne ed efficaci che, associate a uno stile di vita sano, consentono di gestire al meglio la malattia e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

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