Angioplastica o bypass aorto-coronarico: le evidenze di due nuovi studi scientifici
La malattia coronarica è una condizione causata dal restringimento o dall’ostruzione delle arterie coronarie, i vasi sanguigni che forniscono ossigeno e nutrienti al cuore. Quando il flusso sanguigno verso il cuore è limitato, possono verificarsi sintomi come dolore toracico (angina) o eventi più gravi come l’infarto miocardico. Due trattamenti principali per la malattia coronarica sono il bypass aorto-coronarico (BPAC) e l’angioplastica coronarica percutanea (PCI)
Che cosa sono il bypass aorto-coronarico e l’angioplastica coronarica?
Il bypass aorto-coronarico è un intervento chirurgico in cui si crea un nuovo percorso per il sangue utilizzando uno o più vasi sanguigni prelevati da altre parti del corpo, aggirando le ostruzioni sulle arterie coronarie. Questo intervento è particolarmente indicato nei casi di malattia coronarica multivasale o con gravi ostruzioni. Per maggiori informazioni sui condotti utilizzati nel bypass, vedi il seguente articolo.
L’angioplastica coronarica, invece, è una procedura minimamente invasiva in cui, senza anestesia generale, un catetere viene inserito dall’arteria del braccio, fino alle arterie coronarie, per dilatare i restringimenti con un palloncino e posizionare uno stent di maglia metallica per mantenere aperto il vaso.
Nuove evidenze scientifiche: due studi a confronto
Recentemente, due studi appena pubblicati hanno confrontato l’efficacia di queste due tecniche in particolari tipologie di pazienti. Il primo studio è stato condotto alla Columbia University, New York, mentre il secondo è stato realizzato presso l'Università di Gothenburg, in Svezia. Analizziamo i risultati principali.
Studio 1: SWEDEHEART Registry, Università di Gothenburg, Svezia, 2024
Questo studio ha incluso 57.097 pazienti (42.190 sottoposti ad angioplastica e 14.907 sottoposti a bypass), osservandoli dopo la procedura per 7 anni.
Risultati principali
• L’intervento chirurgico di BPAC ha mostrato un rischio significativamente inferiore di mortalità a lungo termine, infarto a distanza, reinterventi e insufficienza cardiaca rispetto all’angioplastica.
• L’angioplastica è stata associata a una degenza ospedaliera più breve e un recupero iniziale più rapido.
• I benefici dell’intervento chirurgico erano particolarmente evidenti nei pazienti più giovani (<70 anni) e con ridotta forza del cuore (disfunzione ventricolare sinistra).
Studio 2: Columbia University, New York, 2024
Questo studio ha coinvolto 2.042 pazienti con malattia coronarica e severa perdita della forza del cuore prima dell’intervento (disfunzione ventricolare sinistra severa pre-operatoria). Dei partecipanti, 1.451 sono stati trattati con l’intervento chirurgico e 591 con l’angioplastica.
Risultati principali
• I pazienti trattati con l’intervento chirurgico hanno mostrato una riduzione significativa della mortalità a lungo termine rispetto a quelli sottoposti a angioplastica.
• L’intervento chirurgico è stato associato a degenze ospedaliere più lunghe e a un rischio di ischemia cerebrale perioperatoria maggiore.
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Conclusioni
Questi due nuovi studi forniscono evidenze convincenti a favore dell’intervento chirurgico per i pazienti con malattia coronarica avanzata, in particolare nei casi di grave compromissione della funzione cardiaca o malattia di più di una coronaria. Sebbene l’angioplastica sia meno invasiva e associata a un recupero più rapido, il bypass chirurgico offre vantaggi significativi in termini di sopravvivenza a lungo termine e minori eventi cardiovascolari futuri. Il bypass dovrebbe essere considerato come terapia di prima scelta nei pazienti ad alto rischio, come nei casi di grave disfunzione ventricolare o anatomia coronarica complessa. Tuttavia, la decisione finale dovrebbe essere personalizzata, considerando le condizioni cliniche del paziente e le preferenze individuali.
Bibliografia
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2) Bloom JE, Vogrin S, Reid CM, Ajani AE, Clark DJ, Freeman M, Hiew C, Brennan A, Dinh D, Williams-Spence J, Dawson LP, Noaman S, Chew DP, Oqueli E, Cox N, McGiffin D, Marasco S, Skillington P, Royse A, Stub D, Kaye DM, Chan W. Coronary artery bypass grafting vs. percutaneous coronary intervention in severe ischaemic cardiomyopathy: long-term survival. Eur Heart J. 2025 Jan 3;46(1):72-80. doi: 10.1093/eurheartj/ehae672. PMID: 39471463.
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