Apparato Respiratorio: valutazione funzionale

Autore: Dott. Salvatore Cristiani
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Asma, enfisema e insufficienza respiratoria sono solo alcune delle patologie che interessano l’apparato respiratorio, malattie che sono annoverate tra le principali cause di mortalità nel mondo. Ne abbiamo parlato con il Dott. Salvatore Cristiani, esperto in Pneumologia a Roma

Quali sono le malattie dell’apparato respiratorio più diffuse?

Le patologie dell’apparato respiratorio sono la terza causa di decesso nel nostro Paese.ragazza con inalatore per l'asma

Le più comuni sono le seguenti:

  • Asma: è una patologia infiammatoria cronica che provoca senso di affanno, tosse, respiro sibilante e sensazione di oppressione toracica. Può essere una manifestazione allergica;
  • Bronchiectasie: questa malattia provoca la formazione di tappi di muco che dilatano i tessuti delle vie aeree e causano tosse persistente (talvolta con presenza di sangue), respiro corto e dolore al petto;
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO): è la quarta causa di morte a livello mondiale e porta all’ostruzione parziale del flusso respiratorio a causa dell’esposizione a sostanze irritanti (soprattutto al fumo della sigaretta, ma anche ad agenti chimici e a inquinamento atmosferico);
  • Enfisema: provoca la distruzione degli alveoli dei polmoni, che a sua volta causa una diminuzione dei livelli di ossigeno e un aumento della quantità di anidride carbonica nel sangue. Si caratterizza per affanno (con il progredire della malattia, questo sintomo si presenta anche a riposo) e tosse continuativa;
  • Fibrosi polmonare: provoca una cicatrizzazione graduale del tessuto che riveste i polmoni; una volta che il processo di cicatrizzazione intacca anche gli alveoli, questi perdono la loro funzione di scambio dei gas. La respirazione ne risulta compromessa e si può arrivare fino all’insufficienza respiratoria;
  • Insufficienza respiratoria: l’organismo non porta a termine i normali scambi di gas e le quantità di ossigeno e anidride carbonica che scorrono nel sangue ne risultano alterati;
  • Apnee ostruttive del sonno: questa sindrome causa l’occlusione delle vie respiratorie durante il sonno: il soggetto smette di respirare per alcuni momenti (solitamente tra i 10 e i 20 secondi) mentre dorme; il fenomeno si può ripetere anche molte volte ogni notte.

Le prove di funzionalità respiratoria

Lo specialista in pneumologia raccoglie una serie di dati tramite il test di funzionalità polmonare (PFR) o spirometria.

Il paziente viene invitato a inspirare ed espirare tramite un macchinario chiamato spirometro, che permette di registrare le quantità dei flussi immessi ed emessi. Queste informazioni servono a valutare l’efficacia toraco-polmonare e il livello di ostruzione delle vie aeree.

Questi esami vengono eseguiti con le seguenti finalità:

  • Identificare per tempo i pazienti che presentano un alto rischio di sviluppare disturbi respiratori gravi e patologie polmonari;
  • Monitorare l’avanzamento delle patologie polmonari in quei pazienti che ne siano già affetti;
  • Verificare l’efficacia del trattamento laddove sia già stato iniziato;
  • Identificare i pazienti che presenterebbero rischi concreti nel caso in cui dovessero essere sottoposti a interventi di tipo chirurgico.

Le informazioni raccolte durante l’esame saranno poi completate con altri esami quali:

  • Esame obiettivo;
  • Raccolta della storia clinica;
  • Test radiologico.

Chi deve sottoporsi al test di funzionalità respiratoria?

Il test di funzionalità respiratoria è consigliato nel caso in cui il paziente presenti uno o più dei seguenti sintomi e fattori di rischio legati alle patologie dell’apparato respiratorio:

  • Tabagismo;
  • Tosse cronica;ragazza che fuma una sigaretta
  • Dolore al petto durante la respirazione;
  • Presenza di muco quando si tossisce;
  • Performance fisiche compromesse (fiato corto mentre si salgono le scale, mentre si cammina velocemente o mentre si fa sport);
  • Aver sofferto in precedenza di altri disturbi polmonari;
  • Aver usato inalatori in passato;
  • Sensazione di affanno e “fame d’aria” anche a riposo.

Dott. Salvatore Cristiani
Pneumologia e Malattie Respiratorie

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