Appendicite: sintomi, cause e trattamento

Autore: Prof. Alessandro Settimi
Pubblicato: | Aggiornato: 17/11/2018
Editor: Top Doctors®

La rimozione dell’appendice è uno degli interventi più eseguiti sui pazienti tra i 6 e i 20 anni di età. Il Prof. Alessandro Settimi, esperto in Chirurgia Pediatrica a Napoli, ci parla dell’appendicite, spiegandone cause, sintomi e cura

Cos’è l’appendicite?

L’appendice è una formazione anatomica che si configura come un estroflessione dell’intestino localizzata a livello del cieco, 2-3 cm al di sotto della giunzione tra ultima ansa dell’ileo ed il cieco.

L’appendice, al contrario di quello che molte persone pensano, non è un organo inutile, ma svolge un ruolo molto importante per il sistema immunitario del nostro organismo, ricco com’è di tessuto linfoide. Inoltre, svolge una funzione di riserva di flora batterica utilizzabile in caso di eccessivo utilizzo della normale flora intestinale, ad esempio in seguito a terapie antibiotiche prolungate.

L’infiammazione di tale organo viene definita appendicite, e può essere acuta, nella quasi totalità dei casi, o cronica, con ripetuti attacchi nel tempo.

Quali sono le cause dell’appendicite?

La causa principale di appendicite acuta è l’ostruzione del lume appendicolare seguita da infezione. Non sono ancora chiare quali siano le cause di tale ostruzione: talvolta, ci può essere del materiale fecale ispessito (coproliti); in altri casi, un’iperplasia del tessuto linfoide appendicolare, sostenuta da infezioni batteriche o da parassiti, può ostruire l’appendice. Anche alcune malattie sistemiche (ad esempio, la fibrosi cistica), alcune malattie esantematiche (morbillo, varicella), tumori carcinoidi e la presenza di corpi estranei sono stati altresì indicati come responsabili dell’ostruzione dell’appendice.

Non vi è dubbio che un’alimentazione non corretta possa essere la causa di un’appendicite acuta. È risaputo, infatti, che la malattia è una caratteristica dei paesi occidentali, mentre è particolarmente rara nei paesi africani ed, in generale, del cosiddetto terzo mondo.

Probabilmente, fattori anatomici ed un sistema immunitario nel del tutto sviluppato spiegano perché il bambino sia particolarmente esposto a tale patologia, e soprattutto perché nel bambino essa si manifesti già in forme “complicate” quali peritonite.

Quali sono i sintomi dell’appendicite?

Generalmente, un’appendicite si manifesta con dolore localizzato in fossa iliaca destra, ma può anche essere localizzato inizialmente a livello della zona periombelicale o dello stomaco.

A tale dolore possono associarsi nausea, vomito e febbre che, soprattutto nelle fasi iniziali e nelle forme non complicate da peritonite, può non essere di grado elevato. Nelle forme croniche possono essere presenti inappetenza, stipsi o diarrea, mentre nelle forme complicate compaiono tutti i segni della peritonite: addome globoso, dolore addominale sia spontaneo che provocato, vomito biliare.

Se si sospetta un’appendicite, cosa bisogna fare?

Quando si ha il sospetto di una appendicite acuta, è necessario che il bambino venga visto nel più breve tempo possibile dal Pediatra o da un Chirurgo Pediatra. Sottolineo Chirurgo Pediatra perché molto spesso i bambini vengono portati e visitati dai Chirurghi Generali, i quali, seppur validissimi, non hanno la stessa esperienza “pediatrica”, che è fondamentale sia per una corretta diagnosi che per un corretto trattamento di questa patologia.

La diagnosi si basa, oltre che sui dati strumentali (emocromo per valutare la conta dei globuli bianchi, ecografia in casi selezionati, radiografia del torace per escludere eventuali processi respiratori etc.), su una corretta anamnesi ed una adeguata visita. Molte, infatti, sono le patologie che in età pediatrica possono mimare un’appendicite acuta, da cause respiratorie (da qui la necessità di una radiografia del torace) a cause gastroenteriche (ad esempio, gastroenteriti di origini batteriche e/o virali, particolarmente frequenti nei bambini più piccoli ed in determinati periodi dell’anno).

Il trattamento è quasi semplice chirurgico. Il cosiddetto trattamento “raffreddante” con terapia antibiotica è ancora molto discusso, ed in ogni caso va fatto in ambiente ospedaliero sotto stretta osservanza di un Chirurgo Pediatra, pronto ad intervenire al minimo sospetto di complicanze insorgenti.

Va sottolineato che l’appendicite acuta è una malattia seria, che può comportare delle serie complicanze se non diagnosticata e trattata correttamente.

In cosa consiste l’appendicectomia?

Il trattamento, quindi, è chirurgico e consiste nell’asportazione dell’appendice e nel trattamento di eventuali complicanze.

L’asportazione può avvenire sia con chirurgia tradizionale, sia con chirurgia mininvasiva (quella che le persone non addette definiscono come la chirurgia “con i buchini”). Quest’ultima chirurgia può essere eseguita anche in presenza di complicanze, ma necessita di centri esperti in Chirurgia Pediatrica, in quanto l’impegno anestesiologico è certamente più importante che non in chirurgia tradizionale.

L’asportazione dell’appendice non comporta particolari problemi per il bambino. Tuttavia, vale lo stesso discorso che si fa per le tonsille e le adenoidi: sono da evitare assolutamente le appendicectomie “profilattiche” e le appendicectomie “di comodo”, ad esempio quelle che talvolta vengono fatte prima delle vacanze estive se si ha in progetto qualche viaggio in paesi lontani ed il bambino ha lamentato qualche dolore addominale.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Alessandro Settimi
Chirurgia Pediatrica

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