Approcci terapeutici per il tumore della vescica

Autore: Prof. Salvatore Micali
Pubblicato: | Aggiornato: 11/07/2019
Editor: Antonio Mazzaglia

Il tumore alla vescica è una neoplasia che si genera dalle cellule che rivestono la superficie della vescica. Il Prof. Salvatore Micali, esperto in Urologia a Modena, ci spiega nel dettaglio

È un tumore molto diffuso? 

Più frequente nell’uomo, costituisce il 3% di tutti i tumori rappresentando l’undicesimo per frequenza tra i tumori urologici. Il secondo, dopoUomo, sigaretta quello della prostata. L’età di insorgenza solitamente è tra i 60-70 anni, presentandosi in più dell’80% dei casi nella sua forma superficiale con un tasso di sopravvivenza, a 5 anni, dell’80%, sebbene tale dato vari a seconda delle caratteristiche di presentazione della malattia.

Cosa lo causa?

Tra i principali fattori di rischio, il fumo di sigaretta risulta essere sicuramente quello più importante rappresentando, da solo, circa il 50% delle cause della malattia. Anche la tipologia di lavoro ha un impatto significativo; l’esposizione professionale a vernici, tinture, metalli e prodotti petrolifici è responsabile di circa il 10% dei casi. Altri fattori di rischio seppur in misura minore possono essere la familiarità, l’esposizione a radiazioni ionizzanti, la dieta ricca di grassi insaturi (fritture e cibi grassi), l’assunzione di alcuni farmaci (ciclofosfamide e pioglitazone) e l’infezione da Bilharzia o Schistosoma haematobium (parassiti diffusi per lo più in Medio Oriente).

Esistono diverse tipologie?

La forma più frequente è il tumore a cellule di transizione che rappresenta circa il 95% dei casi. Altre forme sono l’adenocarcinoma e il carcinoma squamoso primitivo ma sono molto meno frequenti.

Quali sono i sintomi?

I sintomi con cui si presenta la malattia possono essere la presenza di sangue nelle urine (ematuria), la difficoltà, il dolore o il bruciore quando si urina o anche la maggiore frequenza di cistiti. Tuttavia questi sintomi Uomo anziano, visita medicapossono non essere presenti fino ad uno stadio avanzato del tumore. Negli stadi più avanzati inoltre la malattia può progredire per via linfatica attraverso i linfonodi e poi attraverso i vasi sanguigni arrivando ai polmoni, al fegato e alle ossa.

Come si giunge alla diagnosi?

Le procedure diagnostiche di prima linea a nostra disposizione sono l’ecografia vescicale e la cistoscopia. La seconda, eseguita con uno strumento a fibre ottiche inserito all’interno della vescica, permette di visualizzare tutte le pareti della vescica ed eventuali neoformazioni. Di recente è stato introdotto il cistoscopio flessibile (come un gastroscopio) che permette di essere molto meno traumatico, specie nell’uomo che ha un’uretra lunga e tortuosa. Un altro utile esame diagnostico è costituito dalle citologie urinarie, su tre campioni, per la ricerca di cellule tumorali nelle urine. TC, PET e scintigrafia invece vengono riservate a quei pazienti con un tumore avanzato che si è esteso agli altri organi.

Quali sono le opzioni terapeutiche?

Sia nelle forme superficiali che nelle forme infiltranti (tumori che infiltrano lo strato muscolare della vescica) l’intervento chirurgico risulta essere l’unica opzione efficace. La resezione endoscopica transuretrale del tumore (TURV) rappresenta l’approccio utilizzato nelle forme superficiali. Nei casi in cui la malattia ha invaso lo strato muscolare invece risulta necessaria la cistectomia totale (asportazione completa della vescica). Esistono, inoltre, delle chemioterapie locali (instillazioni del farmaco intravescicali) o sistemiche che in combinazione con l’intervento chirurgico riducono il rischio di recidiva della malattia. Al giorno d’oggi i vari approcci prevedono trattamenti combinati comprendenti chirurgia, chemioterapia, immunoterapia o radioterapia, a seconda dei casi.

Tutti gli interventi chirurgici sono uguali? 

Una menzione a parte va alla TURV en bloc. Questa tecnica chirurgica innovativa permette di asportare il tumore vescicale integro (B-C) a differenza della tecnica classica dove il tumore viene “affettato” fino alla Intervento tumore vescicacompleta resezione (A). I vantaggi sono svariati se li confrontiamo con la tecnica classica: una maggiore qualità dell’esame istologico, una riduzione delle complicanze intra e post operatorie ma soprattutto una minore recidiva della malattia. Al policlinico di Modena da molti anni abbiamo adottato la TURV en bloc confermando i dati sopra riportati, nella nostra casistica abbiamo riscontrato una migliore rappresentazione della tunica muscolare della vescica rispetto alla tecnica di resezione classica. Il disegno sopra, gentilmente offerto dal Prof. Micali Salvatore mostra le due tecniche di resezione endoscopica di un tumore vescicale, ad aspetto vegetante (circa 80% dei casi).

A: tecnica classica (dall’alto, a fette)

B-C: TURV en bloc

Si può fare prevenzione?

Purtroppo al giorno d’oggi non esistono programmi di screening specifici per il tumore della vescica. Le stesse citologie urinarie possono dare dei falsi negativi (esame negativo in presenza di tumore) per cui non possono essere proposte come esame di screening. Tuttavia, la prevenzione è possibile andando a ridurre i fattori di rischio assumendo abitudini di vita sana, promuovendo un’alimentazione equilibrata e l’abolizione del fumo.

Prof. Salvatore Micali
Urologia

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