Artroscopia della spalla: addio dolori!

Autore: Dott.ssa Giuliana Niceforo
Pubblicato: | Aggiornato: 14/11/2018
Editor: Top Doctors®

A livello mondiale, le lesioni e le patologie che colpiscono la spalla sono le più frequenti all’interno dell’apparato locomotore. Al fine di risolvere i problemi relativi, ogni anno migliaia di persone si sottopongono alla chirurgia artroscopica, la quale inizialmente veniva impiegata solo per il ginocchio, salvo poi essere “sfruttata” anche per l’articolazione della spalla grazie ai notevoli passi avanti della tecnologia. Come ci ha spiegato la Dott.ssa Giuliana Niceforo, specialista in Ortopedia presso l’Unità Ortopedica di I Livello presso Casa di Cura Mater Dei tale procedura permette di minimizzare i dolori e migliorare la qualità della vita del paziente

 

Quali sono le cause che comportano l’artroscopia della spalla?

Le variabili e i fattori che rendono necessario un intervento chirurgico sono molteplici, così come le problematiche, e si manifestano a livello trasversale nei due sessi e a qualsiasi età. I disturbi maggiori derivano da lesioni alla cuffia dei rotatori, artrosi dell’articolazione gleno-omerale o la sua instabilità, capsulite adesiva o calcificazione dell’articolazione. 

 

Quali vantaggi prevede l’artroscopia della spalla?

Sono previste varie tecniche chirurgiche che dipendono dal tipo di lesione. La qualità principale dell’artroscopia è la ridotta invasività: difatti non produce danni alle strutture anatomiche e permette di ridurre notevolmente tempi di recupero. L’artroscopia di spalla si è sviluppata sensibilmente negli ultimi anni: consente un’analisi approfondita e definita della cavità articolare, aumentando le probabilità di diagnosi corretta, mettendosi a pari livello con l’artroscopia del ginocchio, altra disciplina di cui mi occupo.

 

Chi si sottopone all’artroscopia della spalla?

Le persone anziane spesso si rivolgono all’ortopedico per problemi di mobilità dell’articolazione che impediscono di svolgere anche le più banali attività quotidiane. Nella fascia più giovane, invece, la problematica più comune riguarda l’instabilità gleno-omerale o capsulo–legamentosa congenita. 

 

Quali sono i tempi di guarigione post-artroscopia?

Le tempistiche sono sicuramente ridotte rispetto alle tecniche tradizionali: per esempio, per la tenotomia del capo lungo del bicipite, il periodo di riabilitazione è quasi nullo, mentre per interventi più impegnativi la riabilitazione si allunga a 4-6 mesi. A livello di articolazione i tempi di guarigione del tessuto sono variabili in base al tempo biologico di assimilazione anatomica: con il passare del tempo il tendine, che dopo l’intervento è mantenuto solo dai punti di sutura, si rafforza in maniera tale da poter sopportare standard movimenti quotidiani. Generalmente dopo 4 mesi è possibile riprendere le attività quotidiane, fatta eccezione per le attività sportive, da svolgere a partire da 6-8 mesi dall’intervento.

 

Editor: Valerio Bellio

Dott.ssa Giuliana Niceforo
Ortopedia e Traumatologia

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