Asma e BPCO a confronto

Autore: Prof. Massimo Pistolesi
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’asma e la BPCO o Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva sono malattie che interessano le vie aeree centrali e periferiche del polmone ed hanno in comune la dispnea (difficoltà respiratoria). Il Prof. Massimo Pistolesi, esperto in Malattie dell’Apparato Respiratorio a Firenze, ci spiega le differenze tra le due patologie.

Che differenza c’è tra BPCO ed asma? 

In ambedue le malattie si rileva con la spirometria una ostruzione al passaggio dell’aria nelle vie aeree. Nonostante questa caratteristica ragazza, asma, respirazionespirometrica in comune, BPCO ed asma sono due condizioni molto diverse e differenziabili sia dal punto di vista clinico-sintomatologico che dal punto di vista delle alterazioni fisiopatologiche alla base della difficoltà respiratoria.

L’asma è una malattia che insorge nell’infanzia o, comunque in giovane età. Si associa spesso a sintomatologia allergica e ad una familiarità per la malattia. E’ caratterizzata da attacchi acuti di dispnea intervallati da periodi di relativo benessere o da assenza totale di sintomi. In genere gli asmatici non sono fumatori. I sintomi dell’asma sono generalmente reversibili dopo inalazione di broncodilatatore e sono controllabili a lungo termine con appropriata terapia inalatoria con steroidi e broncodilatatori. Nei pazienti più gravi è possibile intervenire con successo con farmaci biologici di recente sviluppo. Se non adeguatamente curata l’asma, in casi particolarmente gravi, può essere causa di morte;

La BPCO è una malattia dell’età adulta o avanzata che colpisce quasi esclusivamente soggetti fumatori. Il sintomo caratteristico è la dispnea da sforzo che insorge gradualmente e che si accentua progressivamente nel tempo. La dispnea da sforzo è particolarmente grave nei pazienti nei quali la malattia colpisce le vie aeree più periferiche (enfisema). Nei pazienti con maggiore interessamento delle vie aeree centrali (bronchite cronica) alla dispnea si associano tosse ed espettorato. L’ostruzione delle vie aeree è in genere scarsamente o non reversibile dopo inalazione di broncodilatatore. La terapia di lungo termine è meno efficace che nell’asma e, oltre che sui farmaci per via inalatoria, si basa sulla cessazione del fumo, su interventi di riabilitazione e, nei casi più gravi, sull’ossigenoterapia. La BPCO colpisce circa il 10% degli ultrasessantacinquenni ed è una delle cause di morte più frequenti dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori.

Prof. Massimo Pistolesi
Pneumologia e Malattie Respiratorie

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