Attacchi di panico: ansie e paure

Autore: Dott.ssa Simona Mignosa
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’attacco di panico si presenta con sempre maggior frequenza. È un disturbo che colpisce maggiormente le donne con una frequenza di circa il doppio rispetto agli uomini. La Dott.ssa Simona Mignosa, esperta in Psicologia e Psicoterapia a Catania, ci parla di sintomi e terapia.

Cos’è un attacco di panico?

La caratteristica principale di un attacco di panico è la comparsa improvvisa di paura o disagio intensi in assenza di un pericolo, reale e oggettivo, accompagnati da svariati sintomi somatici o cognitivi. Il fenomeno tende a manifestarsi improvvisamente ed è generalmente accompagnato da una sensazione di preoccupazione acuta. Dura generalmente solo alcuni minuti, ma la persona perde la percezione del tempo e la durata della crisi sembra interminabile poiché causa una considerevole angoscia. L’origine psicologica dell’angoscia e del panico non viene riconosciuta e la persona vive un momento di forte paura, di pericolo per la propria integrità fisica, di minaccia fuori controllo con la sensazione di non poter far nulla per fermare la crisi.

La preoccupazione viene assecondata da un’ansia allarmante, accompagnata dalla paura di morire o dall’angoscia della crisi successiva. Per questo motivo il soggetto colpito cerca di evitare tutto quello che è percepito come pericoloso. Isolamento e auto-limitazione sono le reazioni più frequenti.

I soggetti diventano sempre più insicuri e riducono i propri spazi di movimento, libertà e autonomia. Finiscono col rinunciare ad attività quotidiane piacevoli o utili per la soddisfazione personale e possono avere anche una compromissione della capacità lavorativa. Il rischio è quello di reagire evitando tutte le situazioni che possono attivare un attacco di panico oppure affrontare le situazioni solo se accompagnati da una persona di riferimento che agisce come contenitore dell’ansia.

Inoltre, l’attacco di panico potrebbe essere una conseguenza di disturbi depressivi, disturbi post-traumatico da stress o disturbi da uso di sostanze oppure di alcuni fattori medici cardiaci, respiratori, vestibolari, gastrointestinali. Generalmente una prima manifestazione del disturbo potrebbe presentarsi tra la tarda adolescenza e i 35 anni.

Quali sono i momenti in cui si può manifestare?

Gli attacchi di panico si presentano con maggiore frequenza nei momenti di passaggio da una fase della vita all’altra (nascita di un figlio, ingresso nel mondo del lavoro, matrimonio, ecc.). I momenti di passaggio comportano, infatti, una ristrutturazione delle proprie appartenenze e delle sicurezze acquisite ed espongono alla solitudine e alla vulnerabilità.

Esistono due tipi caratteristici di attacchi di panico:

  • Attesi o situazionali in cui vi è un evidente elemento scatenante contestuale o ambientale al momento in cui l’attacco si verifica (ad esempio l’uso dei mezzi pubblici o la guida in autostrada);
  • Inaspettati, ovvero derivanti da una causa scatenante ambientale. Si presentano improvvisamente senza che il soggetto possa prevederli.

Circa le cause del disturbo (basi neurologiche, biologiche e chimiche) sono complesse e note solo in parte e non sono in grado di spiegare da sole la complessità di questa condizione.

Quali sono i principali sintomi di un attacco di panico?

Un attacco di panico può essere caratterizzato dai seguenti sintomi:

  • Palpitazioni o tachicardia, sudorazione, tremori, dispnea, brividi o vampate di calore
  • Sensazione di soffocamento, vertigine, instabilità, testa leggera e svenimento
  • Dolore o fastidio al petto
  • Nausea e disturbi addominali
  • Intorpidimento o formicolio
  • Sensazione di irrealtà o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi);
  • Inoltre è caratterizzato dalle seguenti paure:
  • Perdere il controllo
  • Impazzire
  • Morire

Attacco di panico e terapia

L’intervento è spesso complicato dall’urgenza della domanda, dall’intensità dei sintomi, dall’incomprensibilità del disturbo, dalla perdita di autonomia che questo disagio comporta. L’attacco di panico si può definire come un episodio di ansia acuta senza sostegno adeguato. La psicoterapia permette di trasformare la sofferenza nell’acquisizione di nuove risorse e di dare un significato al sintomo. L’attacco di panico, infatti, può essere una preziosa possibilità di ristrutturare e dare nuovo senso alla propria storia. La psicoterapia con il disturbo di panico attraversa svariate fasi che permettono al paziente di acquisire consapevolezza che nell’attacco non si verifica un rischio effettivo di morte o di follia ma il timore che questo accada. Inoltre, permette di far prendere contatto con la solitudine e la paura lascia il posto al dolore, per passare dalla solitudine all’appartenenza che radica in modo nuovo il paziente, partendo dall’appartenenza terapeutica.

Con il tempo il paziente impara a separarsi superando il timore di restare solo e i timori abbandonici. In alcune situazioni può essere necessario un sostegno psicofarmacologico, nei casi in cui i sintomi interferiscano fortemente con la vita del soggetto, bloccando la sua progettualità.

Dott.ssa Simona Mignosa
Psicologia

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