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Attacchi di panico: sintomi, cause e percorsi di cura

Gli attacchi di panico rappresentano una delle condizioni psicologiche più comuni in Italia. Purtroppo, nonostante la loro frequenza restano spesso poco compresi, generando ansia anticipatoria e difficoltà nella vita quotidiana. Cerchiamo di capire meglio che cosa sono gli attacchi di panico e perché si manifestano grazie all’aiuto del Dott. Aniello Ertico, Psicologo clinico e specialista in Neuropsicologia a Potenza.

Che cosa sono gli attacchi di panico?

Un attacco di panico è un episodio acuto di ansia che raggiunge il picco in pochi minuti. Durante la crisi, la persona può percepire un senso di perdita di controllo o di imminente catastrofe, con importanti sintomi fisiologici correlati che possono assumere anche notevole intensità e impedire il proseguimenti delle normali attività quotidiane. È importante distinguere gli attacchi di panico da altre condizioni mediche, poiché i sintomi possono assomigliare a quelli di problematiche cardiache o respiratorie. Dopo aver sperimentato un attacco di panico, può permanere per lungo tempo una sensazione di astenia e di generale malessere.

Quali sono i sintomi principali?

I sintomi degli attacchi di panico possono variare in base alla persona, ma i più frequenti includono:

  • Palpitazioni e tachicardia
  • Sudorazione e tremori
  • Sensazione di soffocamento o mancanza d’aria
  • Dolore o fastidio al petto
  • Nausea o vertigini
  • Derealizzazione (sentirsi distaccati dalla realtà)
  • Paura di morire o di impazzire
  • Estrema rigidità muscolare
  • Paura estrema correlata alla sintomatologia percepita

Questi sintomi possono essere molto intensi e, non di rado, portano chi li sperimenta a recarsi al pronto soccorso.

Cause e fattori di rischio

Le cause degli attacchi di panico non sono univoche. Tra i fattori più comuni vi sono:

  • Stress prolungato o eventi traumatici
  • Predisposizione genetica e familiarità
  • Alterazioni neurochimiche, in particolare nei sistemi che regolano ansia e stress
  • Stili di vita caratterizzati da abuso di caffeina, alcol o sostanze
  • Disturbi d’ansia o depressivi già presenti e non adeguatamente trattati


In molti casi, gli attacchi di panico si associano a una condizione chiamata disturbo di panico, caratterizzata da episodi ricorrenti e dalla costante paura di nuove crisi.

Conseguenze sulla vita quotidiana

Gli attacchi di panico possono avere un impatto significativo: chi ne soffre tende ad evitare luoghi o situazioni che potrebbero scatenare una crisi, sviluppando comportamenti di evitamento che limitano la vita sociale e lavorativa. Nel tempo, questo può favorire l’agorafobia, ossia la paura di trovarsi in spazi pubblici o difficilmente gestibili. Non è raro che la postura evitante possa indurre nel tempo a conseguenti disturbi dell’umore in gradi di attivare un pericoloso circolo vizioso.

Quali sono le strategie di cura?

Il trattamento degli attacchi di panico si basa su un approccio integrato. L’approccio cognitivo-comportamentale nel sostegno psicologico è considerato il trattamento di prima scelta: aiuta a riconoscere e modificare i pensieri disfunzionali che alimentano la crisi. Tuttavia, grazie alle neuroscienze applicate, è oggi possibile avvalersi di approcci integrati che prevedono il decisivo ricorso a biofeedback e/o a stimolazione magfnetica transcranica che garantiscono una più rapida remissione simtomatologica.


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In alcuni casi, lo specialista medico, in raccordo con lo psicologo per una più funzionale presa in carico, può valutare l’impiego di una terapia farmacologica mirata, sempre sotto stretta supervisione medica e con orizzonte temporale di breve termine.

Fondamentali sono anche le tecniche di rilassamento, la respirazione diaframmatica e la promozione di uno stile di vita sano, con attenzione al sonno e all’attività fisica.

Conclusioni

Gli attacchi di panico sono una condizione trattabile e superabile. Il riconoscimento precoce e il supporto psicologico adeguato consentono di ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi, migliorando la qualità della vita. Rivolgersi a uno specialista rappresenta il primo passo per affrontare il problema e recuperare serenità. Attualmente esistono procedure e tecnologie non invasive che unite al supporto psicofìsico favoriscono una concreta e rapida remissione del disturbo.