Aumento delle allergie: scopri il perché!
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2050 ci sarà una vera e propria “epidemia allergica”, poiché si stima che il 50% della popolazione soffrirà di allergie. Approfondiamo questo tema con il Dott. Michele Malaguarnera, specialista in Allergologia
Le allergie nella storia
Bisogna ricordare che le allergie sono sempre esistite, ma durante gli anni stanno aumentando.
Ad esempio, la rinite allergica risale ai primi decenni del 1800 e fino al 1960 le malattie allergiche colpivano solo tra l’1% e il 2% della popolazione. Invece, si stima che nel 1970 la percentuale fosse aumentata al 4,5%, mentre nei primi anni Ottanta raggiungesse l’8,4%.

Tra le allergie più comuni troviamo:
- Rinite allergica
- Asma
- Dermatite atopica
- Dermatite da contatto
- Allergie alimentari
- Allergia al polline
- Sensibilità ai cosmetici
- Intolleranza al glutine
- Allergia ai farmaci
- Allergia agli acari della polvere
Quali sono le ragioni dell’aumento delle allergie?
Le ragioni di questo aumento sono molteplici e possono essere “interne” oppure esterne.
Fattori “interni”
In questo caso si tratta di un “mal funzionamento” del sistema immunitario, perché non produce la giusta quantità dei linfociti T helper-1, che sono una tipologia di linfociti “protettivi” contro le malattie allergiche.
Ciò è provocato dalla cosiddetta “ipotesi igienica”, ossia le condizioni di vita sono migliori e, per questo, l’esposizione ai germi si è ridotta.
Fattori esterni
Si tratta dell’aumento delle temperature che hanno anticipato il periodo di fioritura delle piante, provocando una concentrazione più prolungata di pollini nell’aria e aumentando l’incidenza delle allergie.
Inoltre, a causa delle temperature elevate vi è una maggiore quantità di ozono che irrita l’apparato respiratorio, accentuando i sintomi di un’allergia primaverile come starnuti, prurito, sostruzione nasale, rinorrea e congiuntivite.
Altra causa esterna è rappresentata dall’inquinamento veicolare che combinato con l’azione degli allergeni può provocare congiuntivite, raffreddori frequenti, asma e disturbi respiratori.


