Calcolosi urinaria: come trattarla e prevenirla

Autore: Prof. Roberto Miano
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Editor: Top Doctors®

La calcolosi urinaria causa la formazione di calcoli che, una volta arrivati nell’uretere, impediscono il normale flusso urinario. Curarla è possibile, ma la prevenzione è ugualmente importante. Ne parla il Prof. Roberto Miano, esperto in Urologia a Roma

Cosa si intende per calcolosi urinaria?

La formazione di calcoli a livello del rene, uretere e vescica è una patologia denominata calcolosi urinaria. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i calcoli si formano all’interno dei reni e possono migrare in seguito verso l’uretere, ostacolando così il normale flusso urinario e provocando un dolore acuto, tipico della colica renale.

Da cosa sono formati i calcoli?

I calcoli si formano in seguito a un processo multifattoriale e sono costituiti dall’aggregazione di diversi soluti. L’ossalato di calcio rappresenta il maggior costituente minerale. Sulla base della composizione minerale dei calcoli, possiamo riconoscere:

  • Calcoli di ossalato di calcio. Costituiscono circa il 70% di tutti i calcoli renali e la loro formazione può essere causata da un basso apporto di liquidi, da un’aumentata perdita di liquidi, da un basso volume urinario nelle 24 ore, da una dieta ricca di ossalato, di proteine animali o di sale, da una dieta povera di calcio, dalla carenza di alcuni inibitori della cristallogenesi dell’ossalato di calcio, quali il citrato e il magnesio;
  • Calcoli di acido urico. Si formano principalmente a causa dell’acidità del pH urinario e per un’elevata concentrazione di acido urico nelle urine, rappresentando circa il 15% dei calcoli renali.  La loro formazione è spesso collegata ad una condizione sistemica conosciuta come sindrome metabolica (associazione di obesità, diabete, ipertensione arteriosa e dislipidemia);
  • Calcoli di fosfato di calcio. La loro formazione dipende dal pH urinario e si sviluppano in presenza di un’alta concentrazione di calcio nelle urine, associata talvolta a carenza di inibitori (citrato e magnesio);
  • Calcoli di cistina. Si tratta di una calcolosi rara causata da un difetto genetico ed ereditario. Per tale motivo la diagnosi è quasi sempre fatta in età pediatrica. Un basso volume urinario e una dieta ricca di proteine animali ne favoriscono la crescita;
  • Calcoli da infezione. Si formano in presenza di una infezione urinaria causata da particolari batteri produttori di ureasi (Proteus, Klebsiella, Pseudomonas, ecc). I fattori di rischio sono tutte quelle condizioni che possono favorire l’insorgenza di una infezione urinaria: ostruzione delle vie urinarie, vescica neurogena, cateterismo vescicale o ureterale temporaneo o a permanenza, rene a spugna midollare e acidosi tubulare renale. Tuttavia fattori geografici e sesso influiscono sulla loro incidenza, che è infatti più alta nelle aree sottosviluppate e tra i soggetti femminili.

Come si tratta la calcolosi urinaria?

La terapia della calcolosi urinaria dipende dalla sede, dalle dimensioni e dalla composizione chimica dei calcoli, nonché dalle condizioni del paziente.

In presenza di un calcolo ureterale di piccole dimensioni (< 7 mm) e in assenza di complicanze (quali febbre, infezione urinaria, coliche renali ricorrenti o non responsive ai farmaci), si può tentare una terapia espulsiva, che prevede l’assunzione di 2 litri d’acqua al giorno. Questa può essere associata o meno a una terapia farmacologica basata su farmaci cortisonici e alfa-litici.

Nella sola calcolosi di acido urico puro, la terapia è quella chemolitica, che ha come obiettivo l’alcalinizzazione delle urine con sostanze quali il citrato di potassio o il bicarbonato al fine di rendere l’acido urico più solubile e sciogliere il calcolo.

Nel caso di calcolosi renale sintomatica o calcolosi ureterale di dimensioni significative sarà necessario procedere a interventi quali:

  • La litotrissia extracorporea, tecnica non invasiva attraverso la quale i calcoli vengono frantumati dalle onde d’urto;
  • L’ureteropieloscopia, tecnica mininvasiva con accesso alle alte vie urinarie attraverso il meato uretrale esterno e la vescica. Prevede la frantumazione dei calcoli sotto visione endoscopica per mezzo di un laser;
  • La nefrolitotrissia percutanea, attraverso la quale si accede al rene con un tramite percutaneo sul fianco per frantumare ed asportare il calcolo; solo in rarissimi casi si opta per un intervento chirurgico a cielo aperto.

L’importanza della prevenzione: alcuni consigli

Bere circa 2.5 litri al giorno, seguire una dieta mirata e utilizzare integratori specifici sono solo alcuni consigli da seguire per prevenire la calcolosi urinaria e la sua ricomparsa. Nello specifico si consiglia di:

  • Evitare in generale bevande alcoliche e ricche di zuccheri. Per alcuni casi specifici è bene evitare thè nero, caffè, coca-cola, verdure a foglia larga scure (calcolosi ossalato di calcio); birra e bevande acidificanti (calcolosi acido urico); bevande alcalinizzanti o ricche di bicarbonato (calcolosi fosfato di calcio o da infezione);
  • Seguire una dieta iposodica e ipoproteica. In base al tipo di calcolosi si seguiranno regimi alimentari specifici come una dieta principalmente vegetariana per la calcolosi cistinica, una dieta a basso contenuto di ossalati e normocalcica per la calcolosi di ossalato di calcio;
  • Utilizzare integratori di citrato di potassio e/o magnesio che possono essere utili per correggere il deficit di questi importanti inibitori della formazione dei calcoli.

Solo in alcune specifiche situazioni si ricorrerà ad una terapia farmacologica (calcolosi cistinica, alcuni tipi di calcolosi calcica e in caso di iperuricemia).

Uno studio metabolico sulle urine delle 24h sarà raccomandato in caso di calcolosi recidiva o in particolari soggetti ad alto rischio, per una terapia preventiva personalizzata sulla base delle alterazioni metaboliche individuate.

Prof. Roberto Miano
Urologia

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