Caldo estivo: attenzione al cuore!

Autore: Dott. Bruno Passaretti
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Editor: Top Doctors®

Chi soffre di problemi al cuore dovrebbe stare particolarmente attento in estate. Il caldo, infatti, provoca vasodilatazione e sudorazione elevata, due effetti che potrebbero causare gravi complicanze nei cardiopatici. Il Dott. Bruno Passaretti, esperto in Cardiologia a Bergamo, ci regala alcuni preziosi consigli da tenere a mente durante le vacanze

Quali sono gli effetti del caldo sul cuore?

Gli effetti del caldo sul corpo umano sono principalmente due:

  • La vasodilatazione: il caldo dilata il calibro delle arterie causando un abbassamento della pressione arteriosa. Una delle conseguenze della vasodilatazione potrebbe essere il collasso.
  • La sudorazione: con il sudore si perdono liquidi e sali minerali, favorendo la disidratazione.

Estate e cuore: i 5 consigli per affrontare il caldo

I consigli sono quelli dettati dal buon senso:

1) Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata;

2) Vestirsi con abiti leggeri;

3) Svolgere l’attività fisica nelle ore più fresche, come al mattino presto o alla sera;

4) Prestare attenzione all’aria condizionata: è necessario dosarla per evitare sbalzi termici; nei luoghi pubblici (es. i supermercati) è bene portare con sé un golfino per ripararsi dal freddo;

5) Preferire pasti leggeri e freschi. Gli alimenti consigliati sono quelli ricchi di acqua, come frutta e verdura. Evitare, invece, alcolici, caffè in quantità eccessiva e cibi grassi.

 

Come viaggiare quando si soffre di problemi al cuore

Generalmente, i cardiopatici tollerano molto bene i viaggi in aereo. Chi è affetto da una cardiopatia in fase di scompenso, però, potrebbe risentire della pressurizzazione non ottimale in cabina.

In auto, invece, occorre fare attenzione ai colpi di calore. Prima di entrare in macchina, è bene aspettare che l’abitacolo si sia rinfrescato accendendo il condizionatore. Mentre si viaggia, è opportuno che le bocchette dell’aria condizionata non siano direttamente puntate verso il paziente.

Se si è intrapreso un lungo viaggio è consigliabile fare delle pause per sgranchire le gambe: stare seduti troppo a lungo favorisce le trombosi venose e, quindi, l’embolia polmonare, che ne è una complicanza temibile.

Cardiopatici: dove andare in vacanza?

Non c’è una meta preferibile. Se si va al mare, il cardiopatico deve evitare di esporsi al sole nelle ore più calde, così come in campagna. In montagna è consigliato non superare i 1.500 m. di altitudine e intraprendere camminate non troppo lunghe, magari facendo delle tappe lungo il tragitto.

Naturalmente, il paziente dovrà portare con sé i farmaci e un documento che riassuma la storia clinica e la terapia in corso. Dispositivi come pacemaker, defibrillatori e protesi valvolari devono essere accompagnati dal libretto che ne identifica marca e caratteristiche. Potrebbe essere utile anche mettere in valigia anche un misuratore della pressione.

Cosa fare se ci si sente male in vacanza?

I familiari o gli amici devono riconoscere tempestivamente quelli che sono i sintomi di un colpo di calore: sensazione di svenimento, nausea, confusione mentale, vomito, perdita di coscienza, crampi muscolari.

Quando si notano eccessiva sudorazione e disorientamento, si deve intervenire facendo stendere la persona con le gambe in alto per far alzare la pressione, portarla in un luogo fresco e bagnarla con acqua fresca.

La cura dev’essere modificata in estate?

Non vi è a questo proposito una regola che vada bene per tutti. È possibile, tuttavia, che chi soffre di ipertensione e assume farmaci che abbassano la pressione debba ridurre la terapia, dato che il caldo favorisce una vasodilatazione.  È opportuno misurare la pressione frequentemente e rivolgersi al proprio medico qualora la si trovi eccessivamente bassa, o si abbiano disturbi da ipotensione quali stanchezza o sensazione di svenimento.

Tra i farmaci antiipertensivi, i diuretici sono quelli che potrebbero più facilmente creare problemi di disidratazione, dato che già la sudorazione in estate causa un impoverimento di liquidi e sali minerali. Devono stare particolarmente attenti i pazienti affetti da scompenso, nei quali l’eventuale riduzione dei diuretici potrebbe peggiorare lo stato di compenso. In questi casi meglio pesarsi frequentemente, in modo da verificare che non si stiano accumulando liquidi e, piuttosto che ridurre i diuretici, contrastarne l’azione con integratori a base di sali minerali, in particolare potassio e magnesio.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Bruno Passaretti
Cardiologia

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