Cancro: un cambio nell’alimentazione è necessario

Autore: Dott. Maurizio Grandi
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Ad oggi, tra le attività altamente inquinanti dell’uomo si posizionano al secondo posto la produzione e la distribuzione di alimenti (circa il 60% riguarda i latticini e la carne, i vegetali inquinano molto meno), responsabili delle emissioni di gas a effetto serra. Ne parla il Dott. Maurizio Grandi, esperto in Oncologia a Torino

Cosa è necessario fare?

La Nature Sustainability ha stimato che riducendo il consumo individuale di carne del 70% porterebbe ad un significativo risparmio di anidrideuomo che cammina in un campo di grano carbonica. Al fine di rispettare gli obiettivi stabiliti con l’accordo di Parigi entro il 2050. L’Unione Europea afferma che diminuire il consumo di carne, e quindi le emissioni di gas, rappresenta un bisogno primario.

Nel 2020 l’associazione Fridays For Future ha chiesto ai governi di agire con urgenza contro la crisi climatica.

Alcuni esempi di emissioni di gas serra dati dalla produzione di cibo:

  • La produzione di 1kg di manzo equivale a 59,6 kg di CO2eq
  • La produzione di 1kg di agnello equivale a 24,5 kg di CO2eq
  • La produzione di 1kg di formaggio equivale a 21,2 kg di CO2eq
  • La produzione di 1kg di pomodori equivale a 1,4kg di emissioni di gas serra
  • La produzione di 1kg di noci equivale a 0,2 kg di CO2eq

Si stima che i ruminanti come l’agnello e il manzo producano, durante il processo di digestione, enormi quantità di gas (metano) effetto serra che rimane nell’atmosfera per almeno 9 anni, periodo inferiore rispetto a quello dell’anidride carbonica, anche se impatta sul riscaldamento globale circa 86 volte in più rispetto al biossido di carbonio (calcolo effettuato su un periodo di 20 anni, superiore di 28 volte su un periodo di 100 anni);

Anche lo sterco dei maiali e dei polli produce grandi emissioni di gas.

Oggi, al fine di permettere il pascolo e la coltivazione di mais e di soia, vengono abbattuti migliaia di ettari di foreste, causa principale della deforestazione in Amazzonia.

La sostituzione del 75% di latticini e carne, con i cereali e i legumi, ridurrebbe significativamente le emissioni di gas effetto serra, oltre che ad avere un guadagno di 3,4 miliardi di tonnellate, ogni anno.

Produzione e consumo di carne nel mondo

Il consumo di carne rossa in America del Nord è superiore a 6 volte rispetto alle quantità consigliate (4 volte in Europa). I numeri sono in crescita anche nei paesi in via di sviluppo. Attualmente, la Cina è considerato il più grande produttore al mondo di carne (88 milioni di tonnellate ogni anno), ne produce il doppio rispetto agli USA, mentre l’Asia è responsabile della produzione globale di circa il 45%.

Dott. Maurizio Grandi
Oncologia

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