Carenza di ferro: una delle anemie più comuni

Autore: Prof.ssa Giovanna Russo
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Editor: Top Doctors®

L’anemia sideropenica costituisce la più frequente causa di anemia: la Prof.ssa Russo, esperta in Pediatria a Catania, ci spiega come trattarla

In termini generali si può dire che il metabolismo del ferro è regolato nell'uomo dall'assorbimento intestinale. Per questo motivo la quantità di ferro presente nella dieta e la sua biodisponibilità nei vari alimenti, è molto importante ai fini della normalità del metabolismo marziale, ovvero del ferro nell’organismo.

Quanto è importante l’apporto di ferro per il neonato?

Il latte, normale alimento del lattante, ha un basso contenuto di ferro; tuttavia, la quantità di ferro introdotta con l'alimentazione lattea (anche al seno) esclusiva diviene ben presto insufficiente, non appena le richieste di un organismo in accrescimento corporeo aumentano. Le riserve neonatali proteggono il lattante da una sideropenia nei primi 6 mesi di vita, nei quali pertanto l'esiguo apporto di ferro con la dieta lattea esclusiva è ben tollerato. Quindi ogniqualvolta si realizza una diminuzione delle riserve neonatali (prematurità o grave sideropenia materna) e/o un ritardo nell'introduzione nella dieta di alimenti ricchi in ferro e/o una perdita manifesta od occulta di sangue, la conseguenza è l'instaurarsi di una carenza di ferro
Il periodo dello svezzamento, in cui le richieste nutrizionali sono elevate, può essere un momento delicato a causa di difficoltà di adattamento del bambino all’alimentazione complementare, errori nell’introduzione dei cibi, disattenzione da parte del pediatra di famiglia.

E per gli adolescenti?

Un'altra età particolarmente a rischio di insorgenza di anemia sideropenica è quella adolescenziale in cui si ha uno "scatto della crescita" che comporta un aumento del fabbisogno di ferro spesso affiancato da degli errori alimentari che causano un insufficiente apporto dello stesso; vale la pena ricordare che molti alimenti che vengono ritenuti ricchi di ferro, quali gli spinaci, i legumi etc, in realtà contengono del ferro poco biodisponibile in quanto difficilmente assorbibile. Gli alimenti il cui ferro è maggiormente assorbibile sono invece quelli di origine animale (carne, pesce).

Come trattare l’anemia?

Nella maggior parte dei casi l’anemia è lieve, ben tollerata, e non richiede trattamenti urgenti. Se si tratta di una carenza nutrizionale, il più delle volte è sufficiente una supplementazione. Nei restanti casi, la terapia cercherà di correggere il fattore che ha causato l’anemia e pertanto sarà molto diversa da caso a caso. Soltanto quando non è possibile un intervento correttivo, e comunque l’anemia è grave, può essere opportuno eseguire una trasfusione di globuli rossi.

Come prevenire l’anemia?

Nella prevenzione delle anemie nutrizionali, ovviamente gioca un ruolo importante una corretta alimentazione, con la sorveglianza del pediatra di famiglia, in grado di fornire tutti i consigli appropriati e risolvere i dubbi e le ansie dei genitori.

  • In generale, è consigliabile l'allattamento materno fino al 6° mese in quanto il ferro in esso contenuto è più biodisponibile di quello contenuto nel latte vaccino (assorbimento del 50% contro il 10%); in alternativa e comunque fino all’età di 1 anno, consigliare un latte adattato arricchito con ferro
  • evitare il latte vaccino fresco prima del 9° mese, perché può essere alla base di microemorragie intestinali
  • introdurre nella dieta la carne e/o il pesce, il cui ferro è più biodisponibile di quello contenuto nei cereali, a partire dal 4-5° mese
  • praticare profilassi con ferro ai bambini a dieta esclusivamente lattea (allattamento materno) a partire dal 6° mese e nei prematuri dalla 2a-8a settimana

Quando preoccuparsi?

È utile che si contatti il pediatra per il riscontro di pallore, soprattutto se associato ad altri sintomi, per valutare l’eventuale presenza di anemia e per identificarne la causa; soltanto così si potrà provvedere alla terapia idonea.

 

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Editor: Valerio Bellio

Prof.ssa Giovanna Russo
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