Cataratta: le risposte ai dubbi più frequenti

Autore: Dott. Francesco Calabrò
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Oculistica a Napoli, il Dott. Francesco Calabrò, risponde alle domande più frequenti sulla cataratta

Che cos’è il cristallino?

ragazza che si copre gli occhi con le maniIl cristallino è una parte dell'occhio che serve a mettere a fuoco le immagini sulla retina (un sottile strato formato da tessuto nervoso sensibile alla luce che invia segnali visivi al cervello). Possiede la forma di una lenticchia ed è situato dietro all’iride (la parte colorata dell’occhio). Durante la messa a fuoco, il cristallino modifica la sua forma diventando più sottile quando si osservano oggetti lontani e più spesso in caso di oggetti vicini.

Qual è il processo alla base dell’insorgenza della cataratta?

Il cristallino è una lente formata essenzialmente da fibre collagene orientate in modo da mantenerlo trasparente e consentire quindi il passaggio della luce verso la retina. A causa di un progressivo accumulo di pigmento tra le fibre del cristallino, con il passare del tempo, si determina una opacizzazione della lente (cataratta).

Nonostante i numerosi progressi, ancora non si conoscono con certezza le vere cause della cataratta, ma sono stati identificati dei fattori di rischio che possono influenzarne l’insorgenza.

Cataratta: quali sono i sintomi?

Nelle fasi iniziali è possibile che la cataratta non manifesti sintomi, i quali si svilupperanno gradualmente con il passare del tempo. In genere, i segni clinici di questa condizione sono:

  • Vista annebbiata, sfuocata o doppia;
  • Problemi visivi con le luci (es. fari delle macchine, lampioni) o aloni attorno alle lampadine o al sole;
  • Alterata visione dei colori;
  • Necessità di cambiare con frequenza la prescrizione degli occhiali.

Questa sintomatologia può però essere indicativa di altre malattie oculari, per questo motivo è eseguire un’accurata visita oculistica.

Quali sono i diversi tipi di cataratta?

  • Cataratta senile: legata all'età;
  • Cataratta congenita: presente fin dalla nascita o fin dai primi mesi di vita;
  • Cataratta secondaria: una volta rimossa, la cataratta non ricompare ma, in alcuni casi, è possibile notare un calo della vista alcuni mesi dopo l’intervento a causa della cosiddetta cataratta secondaria, caratterizzata dall’opacizzazione della capsula posteriore (legamento che sostiene il nuovo cristallino artificiale). La cataratta secondaria viene facilmente e definitivamente trattata a livello ambulatoriale con l’ausilio dello Yag laser;
  • Cataratta traumatica: dovuta ad un trauma, può svilupparsi fin da subito o anche anni dopo la lesione.

Come si cura la cataratta?

Durante le fasi iniziali sarà necessario cambiare con frequenza gli occhiali o aumentare l’illuminazione, ma se questi rimedi non sono sufficienti si dovrà intervenire chirurgicamente rimuovendo il cristallino opaco e sostituendolo con uno artificiale trasparente (IOL). La cataratta deve essere operata solo se compromette le normali attività quotidiane e sarà sempre il paziente a decidere se sottoporsi o meno (e quando sottoporsi) all’operazione. Se è presente in entrambi gli occhi, il chirurgo opererà prima quello maggiormente compromesso. Dopo l’intervento il paziente dovrà portare degli occhiali per vedere meglio da vicino e/o lontano per mettere correttamente a fuoco gli oggetti.

La chirurgia della cataratta è uno degli interventi più eseguiti al mondo, oltre ad essere estremamente sicuro ed efficace. Oltre il 90% dei pazienti operati, infatti, ottiene una migliore visione rispetto a quella precedente.

Cosa prevede l’intervento?

occhi di donnaIl cristallino viene avvolto in una capsula trasparente, nella cui parte anteriore viene effettuata una piccola incisione al fine di rimuovere il cristallino lasciando in sede la parte posteriore della capsula. Generalmente ci si avvale di ultrasuoni per frammentare il cristallino dentro l’occhio ed aspirarlo in seguito attraverso un’apertura molto piccola. Infine, per preservare la capacità di mettere a fuoco gli oggetti, è necessario sostituire il cristallino. Esistono tre tipi di lenti che possono essere utilizzate: quelle intraoculari, quelle a contatto o gli occhiali. In oltre il 90% dei casi vengono utilizzate le lenti intraoculari, delle piccole lenti che vengono inserite all’interno del sacco capsulare durante l’intervento.

Pre e post intervento: cosa bisogna sapere?

Prima dell’operazione sarà necessario effettuare degli esami per misurare la curvatura dell’occhio e scegliere la lente da sostituire al cristallino. La maggior parte dei pazienti può tornare a casa fin da subito, raramente è richiesto un tempo di osservazione di alcune ore. A seguito dell’intervento il paziente potrà provare prurito, senso di pesantezza delle palpebre e del leggero dolore che può essere tenuto sotto controllo con antidolorifici. Il paziente dovrà poi sottoporsi a controlli periodici ed utilizzare delle particolari gocce prescritte dallo specialista, in genere antibiotici ed antinfiammatori.

Le complicazioni a seguito della chirurgia sono rare, ma è possibile che si verifichino: infiammazione, emorragia, incremento della pressione oculare, distacco della retina. Queste complicanze, se individuate precocemente, possono essere trattate. Nel caso in cui si manifesti forte dolore persistente, improvvisa riduzione della vista o visione di lampi di luce o puntini neri fluttuanti (le cosiddette “mosche volanti”) è necessario contattare subito lo specialista.

Quanto sarà possibile tornare a vedere normalmente?

Subito dopo l’operazione sarà già possibile leggere o guardare la tv, ma la vista potrebbe essere annebbiata. Sarà necessario attendere qualche tempo (variabile a seconda del caso) per permettere all’occhio di recuperare tutte le sue funzionalità.

Talvolta è possibile che nell’occhio operato si vedano i colori con una leggera tonalità bluastra o che si abbia un’alterata sensibilità alla luce: queste condizioni tendono a scomparire spontaneamente dopo qualche settimana.

La cataratta può ritornare?

No, se il cristallino viene rimosso chirurgicamente la cataratta non può tornare. In alcuni casi, però, è possibile che la capsula posteriore su cui poggia la lente intraoculare perda trasparenza. In questo caso si parla di cataratta secondaria, facilmente trattabile a livello ambulatoriale mediante una capsulotomia Yag laser.

Dott. Francesco Calabrò
Oculistica

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