Celiachia (anche) sulla pelle

Autore: Dott.ssa Marzia Caproni
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Per quanto possa sembrare strano, l’intolleranza al glutine può provocare disturbi non solo intestinali ma anche a livello cutaneo, ma solo in chi ha una predisposizione genetica. Si tratta di una dermatite erpetiforme di Duhring, che si può accompagnare all’intolleranza alla proteina del grano. La Dott.ssa Marzia Caproni, esperta in Dermatologia a Firenze, ci spiega tutto quello che c’è da sapere per riconoscerla

L’allergia è un’altra cosa!

braccio di una ragazzaLa dermatite allergica al grano e la dermatite erpetiforme di Duhring non sono la stessa cosa. Quest’ultima è provocata esclusivamente dall’ingestione del glutine e si manifesta solo nelle perone celiache. La dermatite allergica, invece, può essere provocata dall’ingestione, ma anche dal contatto o dall’inalazione, di diverse sostanze contenute nel frumento e può manifestarsi con reazioni immediate o ritardate. Per ridurre i sintomi dell’allergia può essere efficace la tecnica della “desensibilizzazione orale”, ovvero la lenta e graduale somministrazione di quantità crescenti di proteine del frumento.

Non c’entra con l’herpesma le vescicole sono molto simili

La dermatite erpetiforme di Duhring (De o dermatite polimorfa dolorosa di Brocq) è una malattia dermatologica rara e autoimmune, che colpisce esclusivamente gli individui che soffrono di celiachia (diagnosticata o meno) e per questo viene anche definita “celiachia della pelle”. Non necessariamente tutti gli individui celiaci soffrono anche di questa malattia cutanea (secondo le statistiche il disturbo si manifesta ogni 5 persone colpite da celiachia). Al contrario, chi ha la dermatite di Duhring è sicuramente celiaco. Oltre alla celiachia, spesso la manifestazione cutanea si associa ad altre malattie autoimmuni (anemia perniciosa, diabete di tipo I o disturbi a carico della tiroide). Il termine “erpetiforme”, usato per questa malattia, è ambiguo e fuorviante: è stato attribuito per sottolineare la somiglianza dei sintomi cutanei della De con quelli dell’herpes, ma tra i due disturbi non c’è alcuna correlazione.

La dermatite erpetiforme è una malattia cronica di natura infiammatoria, provocata dall’intolleranza alimentare al glutine che, come la celiachia, causa una risposta anticorpale da parte del sistema immunitario. Si manifesta con la formazione di grappoli di vescicole, bollicine, macchie eritematose, che provocano bruciore e forte prurito. In più, se grattate, possono indurre sovrainfezioni batteriche e lasciare cicatrici. Può interessare diverse parti del corpo, soprattutto quelle estensorie (zona esterna dei gomiti e parte anteriore delle ginocchia), ma anche spalle, glutei, dorso, regione lombare e, più raramente, viso, mani e cuoio capelluto, spesso coinvolgendo parti simmetriche del corpo. Solo raramente la malattia regredisce fino a scomparire definitivamente e, nella maggior parte dei casi, se non viene tempestivamente trattata, provoca lesioni cutanee che possono durare a lungo, lasciare cicatrici e ripresentarsi periodicamente con andamento cronico.

Gli uomini sono più vulnerabili

La celiachia cutanea è una malattia rara (un caso ogni 10 mila) che colpisce soprattutto i maschi in età giovanile e adulta. Solo raramente si manifesta in bambini e anziani; può iniziare a comparire nell’adolescenza, ma in questo caso, l’incidenza è più femminile. È rara tra le popolazioni asiatiche e nere, mentre è diffusa negli individui celiaci caucasici del Nord Europa: è particolarmente frequente in Finlandia e in Irlanda, dove l’incidenza è di 1 caso ogni 1.500 abitanti.

Spesso è coinvolto anche l’intestino

Nella maggioranza dei casi, inoltre, i sintomi della pelle si accompagnano a disturbi intestinali, come diarrea e dolore addominale, che tendono ad aumentare con l’ingestione di cibi contenenti glutine.

Si elimina il glutine dalla dieta…

Poiché la dermatite erpetiforme è la manifestazione cutanea dell’intolleranza al glutine, il suo trattamento prevede innanzitutto l’eliminazione di questo nutriente dalla dieta. L’adozione di un regime alimentare senza glutine è l’unico rimedio per risolvere le lesioni cutanee e ripristinare la normalità della mucosa intestinale a lungo termine.

…Ma è utile associare alcuni farmaci per guarire prima!

Nei casi di dermatite erpetiforme, la scomparsa dei sintomi può richiedere temi lunghi. Per questo può essere utile abbinare alla dieta una cura locale e per bocca, che ne acceleri la remissione. Questi farmaci non sono esenti da effetti collaterali come nausea, anemia, inappetenza. La regressione dei sintomi avviene già entro una settimana, mentre non vi è nessun beneficio a livello intestinale (perciò questa terapia non è adatta per curare la celiachia). Nei 6-8 mesi successivi, il dosaggio può essere ridotto, e dopo due anni di dieta, la loro assunzione può essere sospesa.

Celiachia cutanea: una malattia non facile da riconoscere

Di solito sono i celiaci già diagnosticati ad accorgersi di soffrire di dermatite erpetiforme. Può accadere, però, che sia il disturbo cutaneo a far scattare il campanello d’allarme. In questa seconda circostanza, arrivare a una diagnosi corretta non è facile perché la malattia può essere confusa con altre.

Dermatite erpetiforme di Duhring: gli esami utili

Per arrivare alla diagnosi si effettua, innanzitutto, una biopsia cutanea: si preleva e si analizza una porzione di tessuto interessato dai sintomi per verificare la presenza di una papillite neutrofila. Con il test dell’immunofluorescenza diretta, che si esegue sulla pelle sana che circonda le lesioni, si evidenzia l’eventuale presenza di anticorpi IgA a morfologia granulare. In seguito, ci si può sottoporre ad alcuni esami del sangue per individuare gli anticorpo sierici tipici della celiachia (IgA e IgG) ed effettuare anche i test genetici o la biopsia della mucosa intestinale.

L’importanza dei controlli

Poiché la dermatite erpetiforme si associa sempre alla celiachia, chi ne è colpito deve intraprendere lo stesso percorso di monitoraggio previsto per i celiaci. Si tratta di controlli periodici utili per valutare l’aderenza alla dieta, ma anche per rilevare l’eventuale comparsa di altre malattie autoimmuni, alterazioni metaboliche o altre complicanze. L’ideale, dopo la diagnosi, è che i malati si affidino a centri polispecialistici, in cui sottoporsi alle indagini necessarie con la corretta tempistica (primo controllo a 6 mesi dalla diagnosi e successivamente ogni anno).

Dott.ssa Marzia Caproni
Dermatologia

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