Che cos’è la fibrillazione atriale?

Autore: Dott. Bruno Passaretti
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Editor: Top Doctors®

La fibrillazione atriale è una delle aritmie cardiache più diffuse, oltre ad essere la causa principale dell’ictus ischemico. Il Dott. Bruno Passaretti, esperto in Cardiologia a Bergamo, ci spiega di cosa si tratta

 

 

1) Cos’è la fibrillazione atriale?

Il battito cardiaco è abitualmente dettato da un impulso elettrico che parte da una struttura localizzata sull’atrio destro, chiamata nodo del seno. L’impulso si diffonde poi su un circuito elettrico che percorre gli atri e, quindi, scende ai due ventricoli: in risposta a questo impulso elettrico il cuore si contrae.

Nella fibrillazione atriale, il nodo del seno perde la sua capacità di inviare tale impulso elettrico. Di conseguenza, l’attività elettrica all’interno degli atrii è molto rapida e disordinata e, di fatto, non porta a nessuna contrazione degli atrii. Il fatto che gli atrii non si contraggano comporta come conseguenza una stasi, un ristagno di sangue negli atrii, e questo è il motivo per cui si possono formare all’interno di essi dei coaguli di sangue, dei trombi. La seconda conseguenza è che l’impulso elettrico scende ai ventricoli a intervalli irregolari, facendoli contrarre in modo aritmico e spesso rapido, sebbene efficace.

 

2) Quali sono le cause della fibrillazione atriale?

Non vi sono cause ereditarie, sebbene ci possa essere una certa predisposizione familiare. Alcune malattie o condizioni patologiche extracardiache possono favorire la fibrillazione atriale: l’ipertiroidismo (un eccesso di attività della ghiandola tiroidea), o un abbassamento del livello nel sangue di sali minerali come potassio e il magnesio, cosa che può accadere dopo episodi di diarrea, vomito, sudorazione profusa o durante terapia diuretica. Talora un pasto molto abbondante o un’abbondante assunzione di alcoolici possono scatenare una crisi di fibrillazione atriale.

Ci sono, poi, delle condizioni tipicamente cardiache, come la malattie della valvola mitrale o l’ipertensione arteriosa, che portano a lungo andare a una dilatazione degli atrii: gli atrii, così dilatati, possono più facilmente andare in fibrillazione atriale.

In definitiva, circa il 2% della popolazione generale ha o ha avuto problemi di fibrillazione atriale. Nonostante anche persone giovani possano avere problemi di fibrillazione atriale, la maggiore prevalenza si ha nell’età avanzata.

 

3) Quali sono i sintomi della fibrillazione atriale?

Sebbene la fibrillazione atriale possa occorrere in modo assolutamente silente, nella maggior parte dei casi l’insorgenza di questa aritmia dà cardiopalmo, sensazione di palpitazioni; talvolta può dare stanchezza o sensazione di svenimento, qualora determini un abbassamento della pressione. Questi sintomi, in genere, occorrono se la frequenza cardiaca è elevata, come capita nella maggior parte dei casi di fibrillazione atriale di nuova insorgenza. Se il paziente sta assumendo dei farmaci che rallentano la frequenza cardiaca, come i betabloccanti o l’amiodarone, la fibrillazione atriale è più lenta e può decorrere in modo totalmente silente.

 

4) Quali possono essere le conseguenze della fibrillazione atriale?

La conseguenza principale e più temibile della fibrillazione atriale è l’ictus. Avviene in quanto, come detto precedentemente, l’assenza di contrazione degli atrii determina una stasi di sangue che può aggregarsi in coaguli. Questi possono essere, poi, “sparati” in circolo ed embolizzare nei vari distretti del corpo. La sede più temibile è ovviamente il cervello, ove possono causare un ictus. Per questo motivo è essenziale che chi presenza questa aritmia o è a rischio assuma la terapia anticoagulante.

Una seconda possibile conseguenza della fibrillazione atriale è l’insorgenza dello scompenso cardiaco. Per vari motivi, tra cui la perdita della contrazione atriale, il cuore in fibrillazione atriale perde parte della sua “potenza” e per questo, sebbene la maggior parte delle persone vivano in fibrillazione atriale in modo assolutamente soddisfacente, alcune possono sviluppare un’insufficienza cardiaca, che si manifesta con mancanza di respiro e facile affaticabilità per sforzi inizialmente importanti, poi sempre più modesti.

Queste complicanze rendono particolarmente temibile un’aritmia che di per sé potrebbe consentire una qualità di vita soddisfacente, ma che a causa di ictus e scompenso è associata ad un aumento della mortalità.

 

5) Come si può prevenire la fibrillazione atriale?

Un’adeguata idratazione, un’alimentazione ricca di sali minerali come il potassio, un’attività fisica moderata, regolare e quotidiana, evitare l’abuso di alcoolici e abbondanti libagioni possono ridurre la possibilità di fibrillazione atriale. Esistono farmaci antiaritmici di protezione che possono essere utili e, ovviamente, è essenziale correggere la malattia di base che ha eventualmente determinato l’aritmia (l’ipertiroidismo, la carenza di potassio o magnesio e così via). Chi è portatore di fibrillazione atriale, inoltre, deve periodicamente sottoporsi a un controllo specialistico cardiologico.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Bruno Passaretti
Cardiologia

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