Che cos’è la stenosi valvolare aortica?

Autore: Prof. Leonardo Patanè
Pubblicato: | Aggiornato: 16/02/2021
Editor: Antonietta Rizzotti

La stenosi aortica è il restringimento della valvola che si trova all’uscita del ventricolo sinistro. Subito dopo la valvola c’è l’aorta, arteria principale del nostro corpo, che porta il sangue a tutto l’organismo. Ne parla il Prof. Leonardo Patanè, esperto in Cardiochirurgia a Catania

Caratteristiche principali

Attraverso la valvola aortica, nel soggetto sano, passano ogni minuto almeno 5 litri di sangue. I litri possono triplicare durante unoModellino cuore artificiale sforzo intenso. Quando la valvola è ristretta il sangue ha difficoltà ad attraversarla e a raggiungere i vari organi.

La stenosi aortica può essere congenita e dare disturbi già nel neonato, può anche essere causata da malattia reumatica, oggi molto più rara che in passato. Una frequente anomalia congenita è la valvola aortica bicuspide (di norma è tricuspide): in tali circostanze la valvola all’inizio funziona bene, ma col passare degli anni, a volte in età ancora giovanile, a volte nella quarta, quinta o sesta decade di vita, va incontro a calcificazione e si restringe. Ma oggi la forma di più frequente riscontro è quella dovuta a degenerazione calcifica nell’ anziano.

La stenosi della valvola aortica è la valvulopatia oggi più frequente ed in costante aumento.

Da cosa può essere causata?

Come già detto il restringimento può presentarsi per cause congenite o per degenerazione senile.

Se notevoli progressi sono oggi stati raggiunti nella prevenzione della malattia aterosclerotica che causa l’infarto, poco ancora si può fare per prevenire le forme più frequenti di valvulopatia aortica. È invece possibile una diagnosi precoce con periodiche visite cardiologiche e quando indicato con l’ecocardiografia.

Quali sono i sintomi e come si formula la diagnosi?

All’inizio la malattia è di grado lieve e non causa disturbi, ma poi progredisce da lieve a moderata e da moderata a severa. Iniziano i sintomi che sono la stanchezza, la dispnea (affanno da sforzo), le palpitazioni cardiache, le vertigini o la sincope con perdita di coscienza (dovuta allo scarso afflusso di sangue al cervello), lo scompenso cardiaco, nei casi più gravi la morte improvvisa. La diagnosi si fa essenzialmente con la visita cardiologica e con l’esame ecocardiografico.

Stenosi aortica: come intervenire?

Quando il grado di stenosi è lieve o moderato non è necessario intervenire, ma bisogna controllarsi periodicamente. Quando la stenosi diventa severa e soprattutto quando iniziano i sintomi è necessario intervenire poiché in queste condizioni la sopravvivenza senza intervento è limitata. L’intervento chirurgico che si esegue da più di 60 anni è la sostituzione della valvola in sternotomia e circolazione extracorporea. Da circa 20 anni l’intervento si esegue anche per via mini-invasiva con una mini-sternotomia o mini-toracotomia. Da più di 10 anni è sempre più facile intervenire per via percutanea trans-catetere senza incisione chirurgica, con la procedura denominata TAVI.

Non c’è un intervento migliore dell’altro in assoluto. L’Heart Team (insieme dei diversi specialisti che ruotano attorno al paziente: cardiologo clinico, ecocardiografista, chirurgo, emodinamista interventista, specialista di imaging, geriatra) sceglie il trattamento più idoneo al caso in oggetto.

Oggi un buon centro di cardiologia che si occupa di Valvulopatie deve essere in grado di somministrare la cura in maniera individualizzata, di proporre una terapia cucita su misura per quel determinato ammalato.

Prof. Leonardo Patanè
Cardiochirurgia

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