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Che cosa è l’endometriosi?

L'endometriosi è una malattia diffusa tra le donne, ma spesso sottovalutata e poco discussa nonostante il suo impatto sulla qualità di vita sia significativo. Ce ne parla in questo articolo il Dott. Paolo Maniglio, esperto in Ostetricia e Ginecologia

Quanto è diffusa l’endometriosi?

L’endometriosi è una malattia femminile diffusa che ha un impatto importante sulla qualità di vita delle donne e di cui ancora si parla poco. Colpisce fino al 10% delle donne in età fertile, circa 2,5 milioni di donne secondo i dati del Ministero della Salute. Tale percentuale sale al 30-50% nelle donne che hanno difficoltà a concepire e che soffrono di sterilità.

Come si manifesta?

In genere, la patologia si manifesta tra i 25 e i 35 anni, talvolta può comparire anche più precocemente. Al contrario, nella maggior parte dei casi tende a regredire dopo la menopausa con la scomparsa dei sintomi. La malattia è caratterizzata dalla presenza e dalla proliferazione di tessuto endometriale ectopico al di fuori della cavità uterina, in distretti diversi da quello d’origine. Solitamente crea uno stato di infiammazione cronica che in un primo periodo si può manifestare con la dismenorrea ovvero dolore molto intenso durante il ciclo mestruale. Frequentemente si associa anche a dispareunia come dolore durante i rapporti sessuali.  A questi sintomi poi se ne possano associare degli altri che sono strettamente connessi alla sede di localizzazione dell’endometriosi, quali disturbi intestinali, dolori urinari, etc.

Nel tempo, l’endometriosi determina un dolore pelvico cronico che è di fatto invalidante nella vita di tutti i giorni.

Come viene diagnosticata l’endometriosi?

Diversi sono gli esami da fare per diagnosticarla, tenendo conto della sintomatologia clinica di ogni paziente. Certamente non si può prescindere da una visita ginecologica con un esame obiettivo approfondito e con un’ecografia pelvica transvaginale.


L’ecografia di secondo livello e la risonanza magnetica dovrebbero essere effettuati per la diagnosi e mappatura dell’endometriosi profonda e peritoneale.

Come si tratta?

Dopo la diagnosi, a seconda dei sintomi e del quadro clinico, si può iniziare con una cura farmacologica ormonale. Nello specifico, la terapia di prima scelta è progestinica con l’assunzione orale di dianogest. Il tipo di terapia ormonale può comunque variare, cercando di modularla sulla paziente stessa. La terapia medica risulta inoltre utile in preparazione di un eventuale intervento chirurgico e nel periodo successivo.

Nei casi più gravi si ricorre alla chirurgia, in genere per via laparoscopica, una tecnica mini-invasiva che consente di eliminare i focolai di endometriosi presenti a livello pelvico o in altre sedi.

Un approccio di tipo conservativo, teso al ripristino delle normali condizioni anatomiche e alla preservazione dell’innervazione viscerale (ndr, nerve sparing), deve essere alla base della strategia chirurgica.

È possibile prevenire l’endometriosi?

Per effettuare una diagnosi precoce, molto importante per tenere sotto controllo la malattia sin dalla sua comparsa in uno stadio iniziale, è consigliabile un check-up annuale o ogniqualvolta si rilevi dolore pelvico. Se non trattata, questa malattia può ridurre o compromettere la fertilità.