Cheratocono: cross-linking come cura della patologia

Autore: Dott. Antonio Saverio Perez
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Editor: Antonietta Rizzotti

Il cheratocono è la patologia che modifica la forma sferica della cornea, trasformandola in conica. Il cross-linking è il metodo utilizzato per questo disturbo. Ne parla il Dott. Antonio Saverio Perez, esperto in Oculistica a Milano

Cos’è il cheratocono?

Il cheratocono è una patologia che causa una graduale deformazione della cornea, che perde la sua forma sferica e assume per l’appunto una conformazione conica. Questa malattia porta inoltre a un peggioramento dell’astigmatismo e a una diminuzione delle capacità visive in generale.

Il cheratocono può inizialmente essere corretto con gli occhiali; man mano che peggiora, l'astigmatismo indotto aumenta e diviene sempre più irregolare e può diventare necessario l’uso delle lenti a contatto (se tollerate dal paziente).

Se il cheratocono continua nella sua progressione arrivando a causare opacità corneali e rendendo quindi inadeguata la correzione dell'astigmatismo sia con occhiali che con lenti a contatto, si deve effettuare il trapianto della cornea.

Quest’ultimo è certamente un intervento invasivo, che si tenta di evitare grazie all’avvento delle moderne tecniche oculistiche. Più nello specifico, negli ultimi anni ha preso piede il cross-linking corneale. Nata presso l’Università di Siena, questa tecnica si è presto diffusa in tutto il mondo, grazie agli ottimi risultati ottenuti in Italia.

Cos’è il cross-linking?

Innanzitutto, è opportuno notare che il cheratocono si sviluppa più velocemente in età giovanile, quando la cornea è ancora malleabile, e smette di progredire attorno ai 35 anni di età. Ciò avviene perché, man mano che si invecchia, i legami tra le cellule della cornea si irrigidiscono sempre di più, bloccando dunque anche lo sviluppo della patologia.

La tecnica del cross-linking limita dunque il processo di invecchiamento, consolidando il tessuto corneale. Se la procedura viene messa in atto per tempo, può avere ottimi risultati nell’arrestare il cheratocono.

Questo metodo consiste nella disepitelizzazione della cornea, che viene in seguito sottoposta a raggi ultravioletti tramite una testa irradiante. Durante l’operazione, la cornea viene protetta umettandola con derivati piridinici in forma liquida. Se il cono corneale è ormai molto sottile a causa dello stadio avanzato della patologia, al posto della disepitelizzazione viene usata una soluzione che penetra con più facilità nel tessuto.

Perché sottoporsi al cross-linking?

Sebbene questo intervento non possa riportare la cornea alla sua forma sferica originale, e non possa dunque offrire una guarigione completa, è in ogni caso molto efficace nell’arrestare il progredire della patologia. Inoltre, spesso comporta un aumento della vista, poiché abbassa l’astigmatismo e le aberrazioni causate da quest’ultimo.

Il cross-linking è quindi più eseguito nei pazienti giovani, nei quali la progressione è più probabile, ma ci sono comunque anche casi di cheratoconi evolutivi oltre i 40/50 anni.

L'evoluzione ultima dei cheratoconi più “aggressivi” porta alla necessità del trapianto di cornea che come tutti gli interventi chirurgici non è esente da rischi: nella sala operatoria potrebbero avere luogo infezioni, e nel periodo che segue l’intervento vi potrebbe essere un rigetto o una vascolarizzazione del tessuto trapiantato.

Queste complicazioni potrebbero addirittura portare ad affrontare un nuovo trapianto dopo alcuni anni; è dunque questo il motivo per il quale le terapie chirurgiche odierne cercano di rispondere a criteri di invasività sempre minore.

Quali sono i risultati dell’operazione?

I risultati del cross-linking saranno visibili dopo qualche mese; il paziente sarà in grado di continuare a usare i propri occhiali da vista o le lenti a contatto. Per tale motivo, è preferibile sottoporsi a questo trattamento nelle fasi iniziali della malattia, quando gli occhiali riescono ancora a correggere il difetto. In effetti, quando la patologia si arresta a causa dell’invecchiamento naturale della cornea, la vista del paziente risulta definitivamente compromessa a causa dell’astigmatismo troppo accentuato.

Dott. Antonio Saverio Perez
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