Chirurgia aggressiva? No, grazie! Ecco la nuova Rinoplastica

Autore: Prof. Fabio Meneghini
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Marta Buonomano

Il famoso pittore Botticelli avrebbe mai permesso alla sua musa, Simonetta Vespucci, di sottoporsi ad una chirurgia aggressiva per rimodellarsi il naso? Certo che no! Il Prof. Fabio Meneghini, esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale a Milano, ci parla della nuova rinoplastica

Cosa si intende per rinoplastica?

Il termine “rinoplastica”, e quindi la chirurgia estetica, ricostruttiva e funzionale del naso, significa “rimodellare il naso”. Al giorno d’oggi non dovrebbe esistere un intervento prettamente estetico o esclusivamente funzionale poiché concentrandosi su un singolo aspetto si rischia di perdere di vista l’obiettivo principale: un bel naso che respira bene. La rinoplastica non è considerata un intervento d’urgenza, bensì d’elezione. Un intervento è considerato urgente ad esempio nel caso di un corpo estraneo presente in gola: non ci sono alternative e si deve risolvere chirurgicamente per non far soffocare il paziente. La rinoplastica, invece, è un intervento che deve essere programmato senza fretta, studiando ogni dettaglio e deciso assieme al paziente.

 

E per “rinoplastica aggressiva”?

Non è inusuale incontrare persone che hanno deciso di sottoporsi ad un intervento di rinoplastica e che, non avendo ottenuto il risultato desiderato o non avendo riscontrato miglioramenti nella respirazione, si dichiarano scontente. Questo è dovuto ad una serie di ragioni tra le quali:

 

  1. Una preparazione all’intervento sbrigativa e superficiale,
  2. La mancata diagnosi di alcune condizioni del paziente come il collasso della valvola nasale (la parte più ristretta delle fosse nasali), l’ipertrofia dei turbinati inferiori, il setto nasale deviato e le deformità ossee mascellari,
  3. Un intervento di rinoplastica frettoloso ed aggressivo, eseguito in poche mosse standardizzate.

 

I segni che si evidenziano e talvolta peggiorano con il passare del tempo a seguito di una “rinoplastica aggressiva” sono: la punta del naso deformata, una superficie irregolare ed un dorso insellato o francamente deviato. Trovare una soluzione a queste situazioni non è semplice ed è spesso richiesto un difficile intervento di chirurgia ricostruttiva.

 

Prof. Meneghini, si può parlare oggi di un nuovo tipo di rinoplastica?

Sì, anche se non si tratta di una nuova tecnica chirurgica ma di un insieme di concetti da applicare a tutti i pazienti. Personalmente credo che la rinoplastica moderna dovrebbe sempre essere estetica ed i suoi obiettivi dovrebbero essere l’armonia, la naturalezza e l’equilibrio tra il naso e le altre parti de viso. Tuttavia, la rinoplastica moderna deve anche essere:

 

  1. Funzionale, per permettere una respirazione ottimale da entrambe le narici,
  2. Conservativa e ricostruttiva, per garantire dei risultati stabili e duraturi,
  3. Ecologica, evitando di utilizzare protesi o sostanze dannose per il nostro naso.

 

 

 

 

Editor: Marta Buonomano

Prof. Fabio Meneghini
Chirurgia Maxillo-facciale

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