Chirurgia mininvasiva della valvola aortica: i vantaggi del trattamento

Autore: Prof. Luca Paolo Weltert
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La stenosi (restringimento) della valvola aortica è una patologia molto diffusa e invalidante, che costringe il paziente ad una vita di risparmio fisico e lo espone al costante rischio di edema polmonare, insufficienza cardiaca e morte. Il Dott. Luca Paolo Weltert, esperto in Cardiochirurgia a Roma ci parla di chirurgia mininvasiva ai fini del trattamento

Qual è la prima tipologia di intervento chirurgico mininvasivo utilizzato per il trattamento della valvola aortica?

La soluzione a questo problema è stata messa a punto a partire dagli anni 70, con l’intervento di sostituzione della valvola aortica. Il processo di stenosi degenera la valvola e la rende calcifica come un osso, impendendo che la stessa possa essere riparata.
La sostituzione della stessa con un derivato protesico (che può essere meccanico, di durata eterna ma comportante l’uso degli anticoagulanti orali, o biologico, con una durata variabile tra 15 e 25 anni a seconda di vari fattori e che non necessita di anticoagulazione) viene tradizionalmente effettuata sezionando completamente lo sterno.
Si ha così accesso completo al cuore per instaurare la circolazione extra corporea e fermare il cuore, aprirlo e poter così operare.

Ma per il trattamento della sola valvola aortica spesso si può fare a meno di un approccio così radicale, e si può invece effettuare una piccola incisione, di 5-6 centimetri, sezionare solo un tratto dello sterno e usare via di accesso periferiche (la vena femorale all’inguine, cannulata passando attraverso la cute con un ago) per l’instaurazione della circolazione extra corporea.

Quali sono i vantaggi per il paziente?

  • I vantaggi dell’approccio mininvasivo sono i seguenti:
  • Aiuta a mantenere intatto parte dello sterno;
  • Garantisce la continuità della cassa toracica;
  • Minimizza la cruentazione dei tessuti e di conseguenza il sanguinamento;
  • Rende più veloce e meno doloroso il periodo del risveglio e dei primi giorni dopo l’operazione;
  • Contribuisce ad una migliorata percezione della integrità corporea del paziente. 

Alternativamente il mini accesso può essere realizzato a livello di uno spazio intercostale, a seconda dell’inclinazione dell’aorta e della sua distanza all’interno del torace.
Pur comportando un ridotto traumatismo queste tecniche danno comunque un completo accesso e permettono di effettuare una rimozione completa della valvola e del calcio sull’anello aortico, contrariamente ad altre tecniche mini e microinvasive, come la TAVI, in cui la valvola rimane in sede ma viene “schiacciata” contro la parete da una protesi che viene aperta all’interno della valvola natica.

La sostituzione valvolare in mininvasiva permette dunque di garantire al paziente la durata nel tempo dell’intervento che oltre trent’anni di esperienza della storia della chirurgia hanno ormai consolidato. 

Prof. Luca Paolo Weltert
Cardiochirurgia

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