Chirurgia mininvasiva: la laparoscopia

Autore: Dott. Stefano Enrico
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Stefano Enrico, esperto in Chirurgia Generale a Torino, ci parla della laparoscopia, una metodica chirurgica mininvasiva utile per il trattamento di moltissime patologie

 

Dott. Enrico, cos’è la chirurgia laparoscopica? 

Da ormai molti anni la chirurgia si avvale della laparoscopia per eseguire gli interventi di chirurgia addominale. L’intervento viene condotto in anestesia generale, il che permette di ottenere il completo rilasciamento della muscolatura del paziente. Attraverso una piccola incisione cutanea, viene introdotto un apposito ago e viene gonfiato l’addome con un gas inerte, l’anidride carbonica, che permette di avere una buona visione del campo operatorio. Attraverso incisioni di 5-10 mm vengono poi introdotti un’ottica e gli strumenti operatori: lo scopo è quello di eseguire lo stesso intervento che si fa ad addome aperto, risparmiando però l’integrità della parete addominale. 

Quali sono le specializzazioni che più utilizzano la laparoscopia?

Nata inizialmente per la chirurgia ginecologica, la tecnica laparoscopica ha avuto gradualmente successo nel trattamento di tutta la patologia addominale. Inizialmente utilizzata per la colecistectomia (rimozione della colecisti), in cui è attualmente considerata il “gold standard”, è stata poi utilizzata nel trattamento di pressoché tutta la patologia addominale, proprio per la sua versatilità e la possibilità di eseguire virtualmente tutti gli interventi prima proposti solo ad addome aperto. Attualmente, trova indicazione ed eseguo con tale tecnica gli interventi su colecisti e vie biliari, appendice, colon, stomaco e reflusso gastroesofageo, ovaie e utero. Ancora, la valutazione laparoscopica è quasi sempre il primo approccio anche alla patologia d’urgenza, permettendo di verificare la diagnosi clinica e spesso di risolvere il problema senza dover “aprire” l’addome. Un campo di applicazione, a me particolarmente caro, è poi il trattamento per via laparoscopica della patologia erniaria e dei laparoceli in cui, a prezzo di un’anestesia generale, si ottiene un rapidissimo recupero funzionale con dolore postoperatorio decisamente minore. 

Quali sono i vantaggi della chirurgia laparoscopica rispetto alle tecniche tradizionali?

La minor invasività è sicuramente uno dei più grossi vantaggi dell’approccio laparoscopico. Mantenere l’integrità della parete addominale porta ad un dolore postoperatorio facilmente gestibile e di breve durata, con rapida ripresa funzionale e ritorno in pochi giorni alle attività quotidiane. Dal punto di vista estetico, le cicatrici sono poi estremamente limitate e poco visibili.

In cosa consiste l’intervento laparoscopico?

La preparazione a questo tipo di intervento è sovrapponibile a quella classica. Gli esami preoperatori e la valutazione anestesiologica ci consentono di stabilire se il paziente può affrontare l’intervento e di valutare se ci sono controindicazioni. Essendo l’intervento condotto in anestesia generale, è necessario il digiuno dalla sera prima (lo stomaco deve essere vuoto da almeno 6 ore). Altrettanto importante, nel trattamento della patologia del colon o comunque quando si prevede di dover maneggiare l’intestino, è che questo sia vuoto il più possibile, per cui può essere necessaria un’adeguata preparazione a base di purganti e farmaci che riducono il gas intestinale. Il decorso postoperatorio ovviamente varia in base alla patologia trattata. Nel caso di colecistectomia il decorso è molto rapido, con dimissioni il giorno successivo all’intervento nella gran parte dei casi. Proprio grazie all’utilizzo di questa tecnica, anche operazioni complesse come quelle sull’intestino ed il colon hanno un decorso più rapido ed il dolore è decisamente ridotto rispetto alle tecniche tradizionali.

La laparoscopia è indicata per tutti i pazienti?

Attualmente, l’unica vera controindicazione a questa tecnica è di natura anestesiologica: ci sono patologie che impediscono o rendono pericolosa l’insufflazione del gas in addome. Altre volte, è il tipo di patologia che richiede un approccio tradizionale, sempre nell’ottica di ottenere il miglior risultato con il minor rischio per il paziente.

 

Dott. Stefano Enrico
Chirurgia generale

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies