Chirurgia ortognatica: quando è necessaria?

Autore: Dott. Valerio Ramieri
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Jennifer Verta

Quando è opportuno intervenire con la chirurgia ortognatica? Quali sono i vantaggi a lungo termine? Ce lo spiega il Dott. Valerio Ramieri, esperto in Chirurgia Maxillo-facciale a Roma.

Che cos’è la chirurgia ortognatica?

La chirurgia ortognatica è l’area della Chirurgia Maxillo-Facciale che si occupa di correggere varie anomalie dello scheletro facciale. Tramite questa tipologia di interventi non solo si risolvono le malocclusioni dentarie, ma è anche possibile correggere alla base difetti strutturali congeniti della mandibola o della mascella che sono la causa di problematiche masticatorie, respiratorie, fonatorie ed ovviamente psicologiche dovute all’aspetto estetico.

Per chi è indicata la chirurgia ortognatica?

Come anticipato, la chirurgia ortognatica è indicata per i soggetti che presentano anomalie alla mascella o alla mandibola come:

  • Progenismo: crescita eccessiva della mandibola accompagnata da un morso inverso (malocclusione di III classe);
  • Ipoplasia mandibolare: scarso sviluppo della mandibola accompagnata da un mento poco sviluppato (malocclusione di II classe);
  • Asimmetria di denti o viso più o meno marcate, ovvero con mandibola/mascella deviate rispetto alla posizione ideale;
  • Malocclusioni non risolvibili con la sola terapia ortodontica. È il caso di un morso profondo, ove l’arcata superiore degli incisivi non appoggia su quella inferiore, ma la copre; o ancora un morso aperto, quando è presente spazio tra gli incisivi che non si toccano.

La chirurgia ortognatica risolve dunque le malocclusioni che hanno origine non da una disarmonia dei denti, ma delle strutture ossee. Per un risultato ottimale è inoltre necessaria una stretta collaborazione tra chirurgo maxillo-facciale e ortodontista, dal momento sono spesso necessari interventi ortodontici pre e post chirurgia.

Come vengono eseguiti questi interventi?

Grazie ai progressi delle tecniche chirurgiche, gli interventi vengono affrontati per via endorale, ossia si opera dall’interno, senza lasciare cicatrici visibili sul volto. L’utilizzo di un trapano piezoelettrico permette inoltre una grande precisione, che garantisce che i tessuti molli attorno all’area da trattare non vengano danneggiati. Rispetto al passato non sono nemmeno più necessari li bloccaggi intermascellari, consentendo un recupero molto più rapido. È possibile assumere cibi morbidi già dalla sera stessa dell’intervento.

La tecnica Surgery First

Una delle più recenti metodiche, oggi una vera e proprio alternativa all’intervento classico, è la Surgery First. Come suggerisce il nome, l’intervento chirurgico viene effettuato in questo caso prima di intervenire ortodonticamente. Una settimana prima dell’operazione l’ortodontista posiziona l’apparecchio ortodontico, ma il trattamento inizierà solo dopo circa due settimane dall’intervento chirurgico, una volta guarite le aree trattate. Grazie a questa metodica, in tempi piuttosto ridotti, anche soli 12 mesi, il paziente vedrà riarmonizzati sia il proprio aspetto che la malocclusione dentaria.

Dott. Valerio Ramieri
Chirurgia Maxillo-facciale

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