Chirurgia percutanea per curare le patologie vertebrali

Autore: Dott. Pietro Brignardello
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Quali sono i vantaggi della chirurgia percutanea nella cura delle patologie che colpiscono la colonna? Risponde il Dott. Pietro Brignardello, esperto in Neurochirurgia a Roma

Chirurgia percutanea e chirurgia mininvasiva: qual è la differenza?

La chirurgia percutanea è una chirurgia che si svolge totalmente per via percutanea, vale a dire senza la necessità di eseguire un'incisione o servendosi di un'incisione piccolissima; la chirurgia mininvasiva è invece una tecnica che necessita sempre di un'incisione chirurgica, sebbene le sue dimensioni siano ridotte. Oltre a queste due tecniche esiste anche la cosiddetta chirurgia open, cioè “a cielo aperto”, che corrisponde alla chirurgia tradizionale e prevede un’incisione di importanti dimensioni.
La differenza tra queste chirurgie si trova nella loro differente invasività.

Quando è indicata la chirurgia percutanea?

       Posizionamento del trocar in corrispondenza del punto
                                 di inserimento di una vite

La tecnica percutanea si utilizza prevalentemente negli interventi di stabilizzazione vertebrale, cioè in tutti quei casi in cui, per determinate patologie come fratture, spondilolistesi e discopatie, è necessario stabilizzare la colonna, vale a dire inserire delle viti con delle barre che bloccano le vertebre fra di loro.
I vantaggi della chirurgia percutanea sono:

  • Perdita di sangue assente (o ridotta al minimo)
  • Possibilità di non scollare la muscolatura
  • Assenza di traumatismi
  • Minor dolore postoperatorio
  • Tempi di recupero più rapidi
  • Minor rischio di complicanze (data l’assenza di una ferita di grandi dimensioni, è possibile eliminare eventuali complicanze quali infezioni o deiscenza della ferita)

Quali patologie possono essere trattate con la chirurgia percutanea?

Principalmente la discopatia lombare. Nel caso di pazienti che soffrono di una lombalgia forte ed invalidante causata da un’alterazione del disco intervertebrale e che necessitano di un intervento di stabilizzazione, la tecnica percutanea è certamente la chirurgia d’elezione, in grado di offrire i migliori risultati. Inoltre, è possibile trattare in maniera percutanea le spondilolistesi, alcuni tipi di fratture vertebrali e tutte quelle patologie che necessitano una stabilizzazione senza dover aprire il canale vertebrale.

Come cambierà il trattamento delle patologie vertebrali nei prossimi anni?

Le prospettive future della chirurgia vertebrale, come della chirurgia in generale, sono quelle di sempre minore invasività. Negli ultimi anni la chirurgia vertebrale sta cercando di eseguire interventi, soprattutto di stabilizzazione, sempre meno invasivi e più sicuri per il paziente: attualmente sono già disponibili strumentazioni come la TAC intraoperatoria o un robot che simula l’intervento prima della sua esecuzione che minimizzano al massimo il rischio di mal posizionamento delle viti. Si può quindi affermare che l’obiettivo futuro della chirurgia percutanea è minore invasività e maggior sicurezza degli interventi.

Dott. Pietro Brignardello
Neurochirurgia

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