Chirurgia Protesica della Spalla

Autore: Dott. Francesco Leonardi
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Chi può sottoporsi ad impianto di protesi di spalla? Il Dott. Leonardi Francesco, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Ravenna, ci spiega quali sono i candidati ideali

Che tipi di protesi della spalla vengono impiantate oggi?

spalla di donnaAd oggi le protesi di spalla impiantate possono essere principalmente di due tipi: anatomica e inversa. Nella protesi anatomica le componenti riproducono la normale anatomia della spalla con un omero sferico e una glena concava. Nella protesi inversa, come la stessa parola indica, i disegni delle componenti sono invertiti rispetto al disegno anatomico; avremo quindi una componente glenoidea sferica e una componente omerale concava.

La protesi anatomica è indicata nei quadri artrosici di spalla con una componente tendinea integra.

La protesi inversa è indicata quando ad un quadro artrosico si associa una compromissione delle strutture tendinee.

Quali sono i candidati ideali per l’impianto di una protesi inversa?

Pazienti che hanno molto dolore ad una spalla e non riescono più a muoverla, con un quadro radiologico di artrosi gleno-omerale e lesioni tendinee. Con la protesi inversa questi pazienti avranno un netto miglioramento del quadro sintomatico e una ripresa funzionale della spalla.

radiografia che mostra una protesi inversa di spallaIn cosa consiste l’intervento?

Una volta data l’indicazione di protesi è opportuno studiare il paziente per valutarne i rischi relativi all’intervento. Per questo sarà opportuno una valutazione anestesiologica. L’intervento ha la durata di circa un’ora. Le complicanze più temute sono la lussazione dell’impianto, la rigidità, e l’infezione, ma con un buon posizionamento dell’impianto, un giusto trattamento fisioterapico e un’adeguata profilassi antibiotica il rischio scende notevolmente.

I risultati dell’intervento sono soddisfacenti?

I risultati sono più che soddisfacenti. La buona riuscita dell’intervento dipende da un corretto posizionamento delle componenti e dalla stabilità dell’impianto. Per un buon risultato è inoltre opportuno iniziare una trattamento sin dalla prima giornata postoperatoria.

Dott. Francesco Leonardi
Ortopedia e Traumatologia

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