Ciclismo: tutti in sella!

Autore: Dott. Giampiero De Marzi
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

Il ciclismo è una disciplina sportiva praticata da moltissimi uomini e donne. I professionisti di questo sport sono circondati da équipe di medici e tecnici che studiano programmi di allenamento e diete personalizzate, e sono sottoposti a esami specialistici periodicamente. Esiste, però, un grande numero di “ciclisti della domenica” che, spinti dall’entusiasmo, sostengono sforzi intensivi senza avere una buona preparazione fisica di base e senza essersi sottoposti a controlli medici preventivi. Ne parla il Dott. Giampiero De Marzi, Psichiatra e Medico dello Sport a Torino

                                             

                                    

Come ci si prepara al ciclismo?

L’organismo dev’essere allenato al ciclismo con carichi di lavoro graduali: una buona preparazione fisica di base, da conseguire in palestra, è sicuramente consigliata prima di mettersi in sella.

Anche le uscite in bicicletta devono essere graduali, sia in termini di distanze percorse che di impegno di lavoro. Si potrebbe iniziare con uscite leggere di circa due ore in tracciati pianeggianti e utilizzando rapporti corti, che favoriscono il movimento delle articolazioni. Via via gli allenamenti in bicicletta potranno diventare più intensi e impegnativi: uscite frequenti, almeno tre volte a settimana; percorsi misti, che comprendano salite, pianure e discese; utilizzo di rapporti diversi.

Altri elementi importanti sono la tecnica della pedalata e la posizione in bicicletta. Tutti i movimenti del ciclista devono essere finalizzati ad imprimere la massima potenza sui pedali, senza disperdere energie in altri movimenti improduttivi. La pedalata dev’essere continua ed armonica, evitando strappi violenti ed irregolari. La posizione in sella dev’essere ferma e aerodinamica: bisognerebbe evitare di far ondeggiare la testa e il tronco, così come i movimenti “fuori-dentro” di gomiti, ginocchia e glutei.

 

Il ciclismo può aiutare nella riabilitazione di alcune patologie?

Il ciclismo è uno sport simmetrico: impegna in modo uniforme tutti e quattro gli arti, senza una netta prevalenza dell’uno rispetto all’altro. Per questo motivo, il ciclismo offre molteplici indicazioni nella riabilitazione di patologie dell’apparato osteoartromuscolare, nelle patologie venose e nei paramorfismi giovanili. Inoltre, è utile per una buona tonificazione muscolare.

 

Quali patologie si possono riscontrare nei ciclisti?

Le patologie che si possono riscontrare nei ciclisti sono varie, ma generalmente poco frequenti e per lo più legate a lesioni traumatiche dovute alla caduta dalla bicicletta. La più diffusa, infatti, è la frattura della clavicola. Una frattura traumatica tipica del ciclismo è la frattura di Goyrand, cioè la frattura del polso dovuta ad un brusco arresto della ruota anteriore. Quando la ruota anteriore si blocca, il ciclista tende istintivamente a serrare le mani sul manubrio e conseguentemente il polso subisce una forte sollecitazione flessoria, con possibile frattura dei capi articolari.

Altre lesioni tipiche di questo sport possono essere le lacerazioni parziali al tendine di Achille e la rottura dei muscoli lombari e del polpaccio. Queste lesioni sono solitamente dovute alla brusca contrazione a freddo dei muscoli in atleti non sufficientemente allenati.

Nei professionisti, invece, si possono notare lesioni dovute all’usura di ginocchia, polsi e colonna vertebrale. Si possono verificare, infatti, delle deformazioni delle normali curvature del rachide, per la lassità dei legamenti intervertebrali sottoposti a forte tensione da parte delle braccia e delle gambe (cifosi del ciclista).

 

Ci sono consigli da seguire quando si vuole praticare il ciclismo?

  • L’abbigliamento dev’essere idoneo all’attività sportiva. I pantaloncini devono essere rinforzati a livello del cavallo per evitare eccessivi attriti con il sellino (potrebbero provocare arrossamenti da irritazione o prostatiti traumatiche dovute agli urti ripetuti).
  • Almeno due-tre ore prima della gara si dovrebbe consumare un pasto prevalentemente glucidico, e assumere reintegratori salino-vitaminici durante la prestazione.
  • L’elevata sudorazione durante la pratica causa un’elevata dispersione di liquidi. Per questo motivo, è importante rimanere sufficientemente idratati. Durante lo sport, è consigliato bere a piccoli sorsi acqua arricchita di reintegratori salini e di vitamine.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Giampiero De Marzi
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