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Cirrosi epatica: come prevenire le complicanze?

Autore: Prof. Luigi Bolondi
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Gastroenterologia a Bologna, il Prof. Luigi Bolondi, ci parla della cirrosi epatica, un’alterazione irreversibile delle condizioni del fegato

bicchiere di alcolChe cosa s’intende per cirrosi epatica?

La cirrosi epatica costituisce la tappa evolutiva finale di tutta una serie di patologie croniche che interessano tutto il fegato. Quando si è instaurata la cirrosi tutto il fegato appare “indurito” per la marcata fibrosi e la sua superficie presenta un aspetto “nodulare”, cioè non è più liscio come di norma. Si stima che in Italia almeno 500.000 persone abbiano problemi di epatopatia cronica con possibilità di evoluzione in cirrosi.

Da cosa può essere causata?

ecografiaMolteplici agenti patogeni e altri fattori contribuiscono allo sviluppo della cirrosi: i principali sono i virus epatitici (B e C), l’abuso di bevande alcoliche, le patologie autoimmuni. Vi sono poi una serie di patologie genetiche (emocromatosi, m. di Wilson, e altre più rare). In questi ultimi anni sta però assumendo una importanza e una diffusione sempre maggiore una forma di epatopatia cronica denominata steatosi epatica, che in alcuni casi tende ad evolvere verso la cirrosi e viene denominata steatoepatite non alcolica (NASH): si tratta di una alterazione del fegato caratteristica dei pazienti affetti da sindrome metabolica (sovrappeso, obesità, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, diabete).

Come si manifesta?

ecografiaContrariamente a quanto avviene per le patologie di molti organi, le patologie croniche del fegato non determinano alcun sintomo fino a quando non si arriva allo stadio di cirrosi avanzata e scompensata. Nella stragrande maggioranza dei pazienti l’epatopatia cronica viene diagnosticata in seguito al riscontro di esami di laboratorio alterati (transaminasi, fosfatasi alcalina, GammaGT) o al riscontro ecografico di alterazioni delle dimensioni e della struttura del fegato. Le complicanze della cirrosi (che negli stadi iniziali è assolutamente asintomatica) sono l’ascite (comparsa di liquido nell’addome), le emorragie digestive, l’encefalopatia, l’ittero e l’epatocarcinoma. L’epatocarcinoma, tumore maligno primitivo del fegato) costituisce al giorno d’oggi la complicanza più frequente della cirrosi con una incidenza annua di 1-5% dei pazienti.

È possibile curare la cirrosi epatica?

La cirrosi è una alterazione della struttura epatica irreversibile. Quando non si sono manifestate le complicanze è asintomatica e consente una vita del tutto normale. È pertanto importante prevenire le complicanze e questo può essere attuato innanzitutto eliminando i fattori di rischio (virus dell’epatite B e C e l’alcol). Inoltre esistono diverse strategie terapeutiche per prevenire le complicanze. La sola complicanza non prevenibile (anche se la sua incidenza diminuisce eliminando i fattori di rischio) è l’epatocarcinoma, per il quale l’unica strategia attuabile è la diagnosi precoce che può essere ottenuta con i controlli ecografici semestrali.

Prof. Luigi Bolondi
Gastroenterologia

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