Cirrosi epatica: quando diventa necessario un trapianto di fegato?

Autore: Dott. Giovanni Galati
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La cirrosi epatica è una malattia spesso silente sino allo sviluppo di sintomi o segni specifici. Ne parla il Dott. Giovanni Galati, esperto in Medicina Interna a Roma

Come si diagnostica una cirrosi epatica?

Nelle analisi, particolare attenzione va posta al livello di piastrine nell’emocromo (soprattutto se inferiore a 150.000/uL, ancorMedico e paziete di più se inferiore al cut off di 100.000/uL), al valore di bilirubina (aumentato), coagulazione INR (aumentato) ed albumina (ridotto). Questi sono gli indici di funzione epatica. Mentre le transaminasi (GOT/GPT) possono anche essere nei livelli normali o tendenzialmente basse. Fra i primi segni che si osservano possono esserci dimagrimento con perdita della massa muscolare e gambe gonfie. Una buona visita medica, un’attenta anamnesi sui fattori di rischio (pregresse trasfusioni, assunzione alcolica) ed un’ecografia eseguita da uno specialista in malattie del fegato è sufficiente. Attualmente anche l’utilizzo di metodiche non invasive, come l’elastosonografia, sono sufficienti. Non è necessaria quasi mai la biopsia epatica, se non in casi dubbi o causa non chiara.

Quali sono i primi consigli che il medico dà ad un paziente malato di cirrosi epatica?

Occorre certamente individuare il problema che ha provocato la malattia ed intervenire (ad esempio se l’assunzione alcolica è stata la causa certamente va indicata l’astensione assoluta). Dal punto di vista dietetico consiglio una dieta varia, ricca in fibre e con normale apporto proteico (carne, uova), tendenzialmente iposodica (sciapa) e con ridotta assunzione di grassi. L’assunzione di acqua non dovrà superare un litro e mezzo al giorno per un uomo con corporatura media, per evitare sovraccarico idrico.

La cirrosi può essere curata?

Va individuata la causa che ha determinato la cirrosi. Epatite virale ed alcol, e più recentemente il fegato grasso nella sua forma più aggressiva nota come Steatoepatite Non Alcolica (NASH), sono le cause più frequenti sulle quali intervenire. Occorrerà rispettivamente una terapia antivirale, l’astensione alcolica ed una cura multidisciplinare atta a controllare i fattori di rischio metabolici (diabete, ipertensione, alterato profilo dei grassi nel sangue, sovrappeso).

Quando diventa necessario un trapianto di fegato?

Il trapianto è una soluzione ottima ma riservata a casi nei quali le altre cure non hanno sortito un effetto. Per sintetizzare, un trapianto è una scelta fra beneficio in termini di allungamento della vita rispetto ad altre cure, e urgenza del trapianto stesso. Ogni caso va discusso in un team altamente specializzato, considerati anche il limite di età che si attesta sui 65 anni.

Pensa che in futuro si troverà una cura per la cirrosi epatica?

Molti farmaci sono attualmente in studio per far regredire il tessuto fibrotico (le cicatrici) del fegato. Molti studi sono stati orientati anche sull’utilizzo di cellule staminali che potessero avviare una “rigenerazione” epatica, ma si tratta di studi ancora lontani dall’utilizzo nella pratica clinica.  

Dott. Giovanni Galati
Medicina interna

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