Clavicola fratturata: la soluzione sta in un filo

Clavicola fratturata: la soluzione sta in un filo

Autore: Dott. Pierorazio Motta
Pubblicato: | Aggiornato: 18/08/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Pierorazio Motta, Ortopedico esperto nella Chirurgia della Spalla, ci spiega come ora sia possibile operare la clavicola fratturata con le tecniche artroscopiche anziché con la Chirurgia a cielo aperto

 

 

Quali sono le principali complicanze di una frattura della porzione laterale alla clavicola?

La frattura del terzo laterale di clavicola si produce per un evento traumatico diretto alla spalla (es. caduta dalla bicicletta). I monconi di frattura non rimangono a contatto a causa del peso dell'arto superiore, che trascina il frammento laterale della clavicola verso il basso, mentre il frammento laterale, per effetto della trazione del muscolo trapezio, si disloca superiormente.

La mancanza di contatto fra i monconi di frattura e la frequente interposizione di tessuto muscolare impedisce la guarigione in circa il 30% dei casi. La mancata consolidazione (pseudoartrosi) è causa, a sua volta, di limitazione articolare, dolore e riduzione della forza della spalla affetta, con deformità visibile della clavicola.

 

Quali sono le principali complicazioni della chirurgia a cielo aperto?

Per poter posizionare la placca a contatto dell’osso, si determina un danno vascolare ai monconi di frattura. Purtroppo, la solidità del montaggio chirurgico è inferiore rispetto a quella della clavicola sana, con conseguente elevato rischio di cedimento parziale o totale della sintesi chirurgica e di ripristino della deformità ossea.

 

In cosa consiste, invece, l’intervento in artroscopia?

L'artroscopia è una tecnica diffusa per il trattamento di patologie articolari (ginocchio, spalla, anca, etc.), che sfrutta la possibilità di esplorare la cavità articolare interessata con un’ottica collegata ad una telecamera esterna al paziente, inserita attraverso piccole incisioni cutanee (portali artroscopici).

Nel caso della clavicola fratturata, il chirurgo esplora lo spazio articolare della spalla e lo spazio extra-articolare (adiuvato da controlli RX in sala operatoria) per ripristinare il normale allineamento della frattura

 

Ci può descrivere, con un linguaggio semplice, in cosa consiste l’intervento artroscopico?

Passando per i portali artroscopici, si eseguono dei fori nei frammenti mediali della clavicola e della scapola (apofisi coracoide), attraverso i quali vengono passati dei fili ad alta resistenza che solidarizzano il moncone prossimale della clavicola alla scapola, riallineandolo.

Dopo il trattamento artroscopico, basterà portare una fasciatura a tracolla per il braccio, con immediata mobilizzazione del gomito e della mano.

Dopo 20 gg circa dall’intervento, vi è già un graduale recupero dell'articolarità della spalla, che potrà essere elevata sino a 90°, recupero che si completerà dopo circa 6 settimane. Bisogna evitare di praticare sport di contatto per almeno tre mesi.

 

Quali sono i vantaggi del trattamento artroscopico rispetto alle tecniche tradizionali?

I vantaggi sono di vario tipo:

  • Vantaggi diagnostici: vi è la possibilità di diagnosticare e trattare patologie associate dell’articolazione scapolo-omerale (ad esempio lesioni della cuffia dei rotatori, del capo lungo del bicipite, del cercine, etc.), che la letteratura riporta in oltre 20% dei pazienti con frattura laterale della clavicola.
  • Vantaggi biologici: con l’artroscopia si rispetta la vascolarizzazione dei frammenti di frattura, si hanno rapidi tempi di consolidazione (circa 30 gg) e vi è una minore incidenza di infezioni.
  • Vantaggi funzionali: dopo l’intervento artroscopico vi è un più rapido recupero dell'articolarità della spalla con un danno estetico minimo.

 

Quali sono, invece, gli svantaggi della tecnica artroscopica?

La tecnica artroscopica non può essere utilizzata per le lesioni meno recenti (se sono passati oltre 20 gg dal trauma).

Inoltre, non è una tecnica indicata a chirurghi non esperti in artroscopia di spalla: una mancata esperienza potrebbe dare origine a possibili complicazioni neurologiche nella fase di preparazione dell'apofisi coracoide.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Pierorazio Motta

Dott. Pierorazio Motta
Ortopedia e Traumatologia


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