Come convivere con la Spondilite Anchilosante

Autore: Prof. Francesco Puppo
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Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Francesco Puppo, esperto in Allergologia e Immunologia Clinica a Genova, ci parla della Spondilite Anchilosante, una malattia caratterizzata dall’irrigidimento della colonna vertebrale che progredisce lentamente limitando la mobilità di chi ne soffre

Chi sono i soggetti più colpiti?

La Spondilite Anchilosante (SA), conosciuta anche come morbo di Bechterew, è una malattia reumatica infiammatoria che interessa la colonna vertebrale lombare e il bacino, in particolare le articolazioni sacro-iliache. La SA può interessare anche le inserzioni di tendini e legamenti sulle ossa (dette “entesi”) soprattutto a livello di calcagno e cartilagini costali. Colpisce principalmente gli uomini (rapporto uomo-donna 3:1) con un età compresa tra i 20 ed i 40 anni. Le sue cause sono ancora ignote, anche se la probabilità di insorgenza di questa patologia è di circa 10-20 volte più alta in caso di familiarità.

Quali sono i sintomi della malattia?

La sintomatologia della SA varia nel tempo. Un sintomo tipico è la lombalgia il cui dolore, che parte dalle articolazioni sacro-iliache del bacino e si irradia ai glutei e alle cosce fino al ginocchio. Il dolore è particolarmente accentuato durante la mattina e migliora con il movimento.

Segni precoci della malattia sono:

  • Dolore occasionale ad anca, ginocchio, spalle e/o tallone
  • Stanchezza
  • Perdita di peso

Come evolve la Spondilite Anchilosante?

Con il passare del tempo, si potrà notare nel paziente che soffre di SA un’alterazione della postura e del movimento: la colonna lombare si irrigidisce e la colonna dorsale si incurva progressivamente, talvolta formando una gobba. Inoltre, le grandi articolazioni (anche, ginocchia, spalle e gomiti) vengono colpite da una dolorosa limitazione motoria.

In alcuni pazienti affetti da SA insorgono complicanze anche ad altri organi ed in particolare:

  • Uveite (infiammazione della coroide degli occhi)
  • Aortite (infiammazione dell’aorta)
  • Malattie croniche infiammatorie urogenitali o intestinali

Come si formula la diagnosi?

Il paziente deve riferire allo specialista i sintomi che si sono manifestati e sottoporsi ad un esame obiettivo. Durante la visita, di norma si prova un forte dolore quando il medico palpa la colonna vertebrale e il bacino.

Gli esami strumentali eseguiti per evidenziare le alterazioni della colonna sono la Tomografia Computerizzata (TC) e la Tomografia a Risonanza Magnetica (TRM): queste procedure consentono infatti di studiare l’infiammazione delle articolazioni o l’ossificazione dei margini della colonna. Per quanto riguarda gli esami di laboratorio, è importante ricercare un gene particolare, l’HLA-B27, presente in circa il 90% dei soggetti affetti da SA.

Come si cura la malattia?

Le persone colpite da spondilite anchilosante possono trarre beneficio, riducendo il dolore e favorendo la mobilità vertebrale, dalla fisioterapia e dall’attività fisica regolare.

La terapia farmacologica prescritta dallo specialista prevede l’assunzione di antidolorifici e antinfiammatori non-steroidei. In casi non responsivi a tali trattamenti possono essere utilizzati farmaci biologici inibitori del TNF-alfa.

Prof. Francesco Puppo
Allergologia

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