Come curare il tumore alla laringe

Autore: Prof. Carlo Antonio Leone
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il tumore alla laringe colpisce circa 5.000 italiani ogni anno. Il Prof. Carlo Antonio Leone, esperto in Otorinolaringoiatria a Napoli, ci spiega quali sono le possibilità terapeutiche per questa neoplasia

Quali sono i possibili trattamenti per curare il tumore alla laringe?

I tumori della laringe sono prevalentemente epiteliali ed il loro trattamento si basa su due metodiche: la radioterapia o la chemio-radioterapia e la chirurgia. Per i tumori di piccoli dimensioni è possibile eseguire entrambe le tecniche con risultati sovrapponibili, mentre per i tumori più grandi la chirurgia rimane ancora il trattamento di elezione. È ovvio che più grande è la lesione, più organo laringeo sarà necessario sacrificare. La diagnosi precoce è importante per consentire l’esecuzione di una chirurgia il più mininvasiva possibile, in modo da preservare la maggior parte dell’organo e con esso la funzione fonatoria, respiratoria e deglutitoria. La chirurgia può avvalersi di laser sofisticati o di robot che permettono, quando possibile, di asportare la lesione senza avere un accesso esterno. A seconda della tipologia d’intervento, la sua durata può variare dalle 2 alle 4 ore, quando è necessario effettuare l’asportazione dei linfonodi del collo.

Cosa deve fare un paziente prima dell’intervento?

Prima di sottoporsi all’operazione, il paziente deve completare tutte le indagini diagnostiche, che comprendono:

  • Video-laringoscopia
  • Diagnostica per immagini con RM e TC ad alta risoluzione, che ci consentono di vedere l’infiltrazione del tumore nelle zone che non è possibile controllare visivamente
  • Controllo delle regioni laterocervicali con un esame ecografico, che ci consentirà di valutare se ci sono delle tumefazioni o delle alterazioni dei linfonodi laterocervicali che rappresentano le prime stazioni di metastasi di questo tumore

Come viene scelto il tipo di chirurgia?

Il tipo di intervento dipende molto dalla sede della lesione, ad esempio quando la sede della neoplasia è aggredibile con la chirurgia laser si utilizza il laser, quando invece non è possibile si ricorre alla chirurgia cielo aperto. Per quanto riguarda la chirurgia robotica, oggi esistono dei robot in grado di eseguire ampie escissioni attraverso la bocca senza la necessità di un approccio esterno. Ovviamente, nel caso in cui la lesione si trovi in una sede non favorevole a queste metodiche è preferibile la chirurgia open.

Quanto dura il recupero postoperatorio?

La durata del recupero postoperatorio varia a seconda dell’intervento eseguito: in caso di laringectomia totale o parziale, ad esempio, il ricovero dura circa 15 giorni, mentre quando è possibile utilizzare la chirurgia laser o robotica il tempo di degenza si riduce. 

Quali risultati offre la chirurgia?

La chirurgia a cielo aperto o con l’ausilio del laser o del robot offrono buoni risultati indipendentemente dal tipo di lesione. Naturalmente, questi risultati variano dal 90% per i tumori in fase iniziale fino al 60% se la lesione è più grande e sono state individuate metastasi linfonodali laterocervicali. Quando presenti, molto spesso la terapia chirurgia può essere coadiuvata da una chemio-radioterapia postoperatoria.
Quando è necessario sacrificare tutto l’organo laringeo, la funzione fonatoria può essere recuperata con la riabilitazione logopedica o con tecniche protesiche. Con la tecnica protesica è possibile infatti impiantare un dispositivo a livello tracheale, in grado di consentire la ripresa della parola. Ovviamente, la voce che recupererà il paziente non sarà la stessa di sempre, ma sufficientemente comprensibile.

Prof. Carlo Antonio Leone
Otorinolaringoiatria

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