Come prevenire i tumori urologici

Autore: Dott. Alessandro Piccinelli
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Alessandro Piccinelli, esperto in Urologia a Bergamo, ci parla della prevenzione dei principali tumori urologici, sottolineando come uno stile di vita corretto e l’esecuzione di controlli periodici possa notevolmente ridurre l’insorgenza di queste patologie

Di cosa si occupa l’urologo?

L’urologo si occupa della diagnosi e della terapia delle malattie che interessano reni, vescica e apparato riproduttivo maschile costituito da prostata, testicoli e pene. Il campo di azione di questo specialista include patologie comuni e diffuse, quali la calcolosi renale e l’ingrossamento benigno della prostata, ed altre malattie fortunatamente meno frequenti quali i tumori urologici, le neoplasie che si sviluppano negli organi dell’apparato urinario e riproduttivo maschile.

Tumori urologici: cosa sono e chi colpiscono?

Il tumore alla prostata rappresenta sicuramente il tumore urologico più diffuso: da solo costituisce il 24% di tutti i tumori, seguito a notevole distanza dal tumore alla vescica (6.8%), dal tumore del rene (3.8%) ed infine dal tumore al testicolo e del pene che sono sicuramente i meno frequenti (insieme rappresentano soltanto l’1.5% di tutti i tumori). Le neoplasie urologiche sono più frequenti oltre i 60 anni, ad eccezione del tumore del testicolo che presenta un picco di incidenza massima fra i 18 e i 35 anni: in questa fascia di età è il tumore in assoluto più frequente. Si tratta di tumori che possono essere trattati con intento curativo nella maggior parte dei casi. La sopravvivenza dei pazienti con diagnosi di tumore del rene sottoposto a chirurgia mini invasiva è vicina al 100%; la maggior parte degli uomini affetti da tumore prostatico può controllare la malattia con successo, così come per il tumore vescicale e del testicolo: questi ultimi guariscono nel 95% dei casi. Questi dati sulla probabilità di cura dei tumori urologici sono confortanti, è stato possibile raggiungere questi risultati grazie all’innovazione tecnologica ed alla ricerca scientifica che consentono diagnosi precoci, quando il tumore è ancora localizzato all’organo, e terapie sempre più efficaci.

La prevenzione prima di tutto!

Oltre a diagnosi precoce e terapia efficace esiste un terzo fronte della lotta ai tumori urologici: la prevenzione oncologica, che ha l’obiettivo di ridurre l’incidenza delle neoplasie ancor prima che curarle, preservando il nostro stato di salute e riducendo la probabilità di ammalarsi attraverso scelte di stile di vita che quotidianamente spettano ad ognuno di noi:

  • Eliminare il fumo di sigaretta che causa il tumore della vescica e del rene
  • Seguire un’alimentazione ricca di cavoli, broccoli e rape rosse, che hanno effetto protettivo nei confronti del tumore della prostata
  • Contenere l’apporto di proteine di origine animale, soprattutto carne rossa, contribuisce a ridurre lo stato di infiammazione del nostro organismo che è in stretta correlazione con la cancerogenesi, cioè la trasformazione di cellule normali in cellule tumorali
  • Eliminare carni conservate che con il loro elevato contenuto in ferro favorisce la formazione di radicali liberi
  • Eliminare le bevande zuccherate
  • Prediligere i cereali integrali, fonte di zuccheri complessi e ricchi di fibre per contenere i picchi di glicemia, valore del glucosio nel sangue, che favorisce la diffusione delle neoplasie

Alcuni nutrienti avrebbero un ruolo importante nel riparare i danni arrecati al DNA ad opera di sostanze cancerogene, fra questi i folati contenuti negli ortaggi a foglia larga. Gli studi di epigenetica nutrizionale ci insegnano che questo effetto anticancro ottenuto con l’alimentazione può essere trasmesso geneticamente alla nostra progenie.

L’importanza dei controlli periodici

Oltre allo stile di vita, prevenzione primaria, è importante sottoporsi a periodici controlli medici, seguire quindi un programma di prevenzione. Ecco di seguito i consigli specifici per ogni neoplasia urologica:

  • Neoplasia prostatica: sottoporsi a visita urologica annuale dopo i 50 anni, limite abbassato a 45 anni se il padre o un fratello hanno avuto diagnosi di tumore prostatico;
  • Neoplasia del testicolo: eseguire mensilmente l’autopalpazione testicolare fin dall’adolescenza con lo scopo di scoprire precocemente piccoli noduli;
  • Neoplasie della vescica: consultare sempre l’urologo in caso di ematuria, cioè emissione di urine con sangue, anche se il sintomo si presenta in modo occasionale o come episodio isolato. L’ematuria può essere il campanello d’allarme che consente di svelare un tumore vescicale;
  • Tumore al pene: accurata igiene intima e correzione chirurgica della fimosi, restringimento della pelle che ricopre il glande favorendo stati infiammatori cronici che possono evolvere in cancro. È noto che, fra le popolazioni che si sottopongono a circoncisione per ragioni religiose, il tumore del pene è sconosciuto;
  • Tumore al rene: clinicamente subdolo, dà sintomi soltanto in fase avanzata, ma la maggior parte dei tumori renali viene scoperta precocemente ed in modo casuale in corso di ecografia addominale eseguita per altri motivi. Sottoporsi quindi ad ecografia addominale ogni 3 anni può essere utile a tale riguardo.

Dott. Alessandro Piccinelli
Urologia

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