Come riconoscere e curare il Criptorchidismo

Autore: Prof. Vito Briganti
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Vito Briganti, esperto in Chirurgia Pediatrica a Roma, ci spiega come riconoscere e curare il criptorchidismo, un’anomalia molto comune nei neonati pretermine

 

Cos’è il criptorchidismo?

Il Criptorchidismo (Testicolo Ritenuto) è una delle più comuni anomalie presenti nei neonati di sesso maschile ed è caratterizzata dalla mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nel sacco scrotale. Il testicolo, durante la vita fetale, si forma a livello del polo inferiore del rene ed in seguito si sposta verso il basso, attraversando il canale inguinale e raggiungendo il fondo della borsa scrotale nel corso del settimo mese di gravidanza. L’arresto della discesa del testicolo in uno di questi livelli determina il criptorchidismo. L'incidenza del Criptorchidismo è intorno a 1-2% ma, nei neonati pretermine, essa raggiunge anche il 20% dei casi. Buona parte dei bambini criptorchidi presenta anche un’ernia inguinale associata (fino all’85% dei casi) che è chiusa durante l’intervento correttivo. Più il testicolo è lontano dalla borsa scrotale, più alta è la possibilità che esso sia danneggiato già alla nascita.

 

Perché si manifesta?

Il criptorchidismo si manifesta probabilmente a causa di un deficit di ormoni sessuali maschili (testosterone e diidrotestosterone) o di gonadotropine ipotalamiche durante il periodo fetale. In alcuni casi, sono state invocate ostruzioni meccaniche che hanno impedito la naturale migrazione del testicolo dall’addome al sacco scrotale. Il testicolo ritenuto, a causa della maggiore temperatura dovuta alla vicinanza alla cavità addominale, va incontro a una progressiva degenerazione con atrofia del tessuto germinale, già evidente, in molti casi, entro il secondo anno di vita. Ricordiamo, inoltre, che il 25-33% dei pazienti criptorchidi hanno un difetto dell’epididimo con anomalia del trasporto degli spermatozoi e riduzione della fertilità, nonostante la spermatogenesi normale. Bisogna sottolineare che il testicolo ritenuto ha un maggior rischio di malignità rispetto al normale testicolo disceso nella borsa scrotale. La probabilità di sviluppo di un tumore al testicolo in un paziente criptorchide è dieci volte superiore a quella della popolazione generale maschile e il 6-10 % di tutti i tumori del testicolo sono originati in un testicolo criptorchide. 

 

Come si riconosce il criptorchidismo?

La diagnosi di criptorchidismo viene dalla madre o dal pediatra, quando si rende conto dell’assenza del testicolo nella sua normale posizione in fondo al sacco scrotale. Pertanto, in base alla sua localizzazione anatomica, si parla di testicolo alla radice dello scroto, inguinale o intraddominale. In quest’ultimo caso, durante la visita ambulatoriale, il chirurgo parlerà soltanto di "testicolo non palpabile". Sarà in seguito, durante l’intervento chirurgico in laparoscopia, che si potrà parlare di testicolo presente e intraddominale, di testicolo atrofico (vanishing testis) o di assenza vera e propria del testicolo (agenesia testicolare). Il criptorchidismo va distinto dal testicolo retrattile (o testicolo in ascensore), anomalia molto frequente in età pediatrica, e legata a un’iperattività muscolo cremastere, che fa risalire il testicolo in sede extrascrotale. In quest’ultimo caso attraverso alcune manovre, in ambiente caldo, è solitamente possibile riportare manualmente il testicolo nella borsa scrotale dove rimane. In ogni modo, solitamente, alla pubertà, il testicolo retrattile discende spontaneamente nello scroto e non necessita quasi mai di trattamento chirurgico.

 

Perché è importante riconoscere tempestivamente il criptorchidismo?

La diagnosi di criptorchidismo va sempre fatta e confermata dopo il 3° mese di vita quando i testicoli, anche nei prematuri, hanno compiuto la loro discesa nella borsa scrotale. Il trattamento è consigliato entro il primo anno di vita, ciò per ridurre i fenomeni degenerativi cui può andare incontro la gonade a causa dell’aumento di temperatura legata alla maggiore vicinanza del testicolo con la cavità addominale. L’intervento chirurgico non solo riduce i rischi di atrofia, ma anche i rischi d’infertilità maschile a essa connessa, e riduce soprattutto la possibilità di degenerazione maligna cui può andare incontro il testicolo ritenuto non trattato.

 

Come si cura il criptorchidismo?

L’intervento si esegue in anestesia generale e/o in anestesia regionale. L’obiettivo è riportare in sede il testicolo non disceso e di escidere il sacco erniario congenito presente in molti casi, per prevenire il riformarsi di un’altra ernia. Il testicolo è isolato nella sua sede anormale attraverso un’incisione cutanea all’inguine (Intervento di Gross). Aperto il canale inguinale si procede ad isolamento, legatura e sezione dell’eventuale sacco erniario alla sua origine. In seguito, attraverso una incisione nell’emiscroto omolaterale, si riposiziona il testicolo che viene fissato con due punti di sutura. Per finire, si chiude l’orifizio erniario con punti speciali che servono a rafforzare la parete addominale. Nei casi invece di testicolo non palpabile, si esegue inizialmente un'esplorazione laparoscopica attraverso l’ombelico per stabilire se il testicolo è presente nell’addome, è andato incontro ad atrofia oppure non si è mai formato. Nel caso che sia confermata la presenza di testicolo endoaddominale, si mobilizza lo stesso per via laparoscopica al fine di avvicinare quanto più possibile la gonade al canale inguinale, contestualmente si apre il canale inguinale con la stessa tecnica descritta sopra e si riporta il testicolo al sacco scrotale fissandolo con due punti. In entrambi i casi, gli interventi sono eseguiti in Day Hospital.

 

 

Editor: Marta Buonomano

Prof. Vito Briganti
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