Come riconoscere e trattare una frattura al polso?

Autore: Dott. Raffaele Prencipe
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Editor: Jennifer Verta

La frattura del polso è un incidente frequente che richiede differenti tipologie di trattamento in base alla sua gravità. Il Dott. Raffaele Prencipe, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Torino, ci parla delle principali metodiche in materia.

Cos’è una frattura al polso?

L’incidente che più frequentemente causa una frattura del polso è la caduta accidentale a polso in iperestensione o più raramente a polso flesso.  Le fratture si dividono in: composte e scomposte, ossia senza o con il dislocamento dei frammenti ossei. Sia le fratture composte che quelle scomposte possono essere intra o extra-articolari, ovvero con coinvolgimento dell’articolazione o meno. L‘osso maggiormente interessato è il radio, più raramente l’ulna.

Quali sono i sintomi di una frattura al polso?

Il sintomo solitamente più evidente di una frattura all’articolazione del polso è costituito da un dolore intenso, accompagnato dall’impossibilità a muovere il polso e le dita della mano corrispondente. Esistono tuttavia casi in cui la frattura risulta meno dolorosa del consueto, soprattutto nei bambini e negli adolescenti in cui le fratture sono nella stragrande maggioranza incomplete e vengono definite “a legno verde”. In generale, qualora siano presenti dolore, edema ed alterazione evidente dell’articolazione si parla di frattura, mentre se è possibile muovere il polso senza intensi dolori e non sono riscontrabili alterazioni del profilo anatomico evidenti è più probabile che si tratti di una contusione o distorsione.

Come agire in caso di frattura al polso?

In caso di sospetta frattura al polso è importante in primo luogo immobilizzare l’avambraccio e la mano corrispondente ed in seguito recarsi quanto prima al Pronto Soccorso avendo cura di non eseguire alcun movimento.

Come viene accertata una frattura al polso?

Per assicurarsi di fornire una diagnosi precisa, lo specialista eseguirà una visita obiettiva per poi effettuare una radiografia. In casi selezionati potrebbe essere necessario sottoporsi anche ad una TAC in differita per individuare più precisamente le caratteristiche della frattura e quindi decidere il trattamento migliore.

Come trattare una frattura al polso?

La tipologia di intervento su una frattura varia in base alle caratteristiche della stessa. I pazienti ove non siano presenti fratture pluriframmentarie, intra-articolari e scomposte possono essere trattati con successo con l’apposizione di un gesso per un periodo che varia dalle quattro alle sei settimane, con controlli radiografici intermedi al fine di evitare conseguenze da scomposizione secondaria. Al termine di questo periodo sarà necessaria una fisioterapia specifica per ristabilire la funzionalità dell’articolazione. In caso di frattura scomposta o che coinvolga l’articolazione il trattamento diventa più complesso e richiede l’intervento chirurgico. La tipologia di operazione oggi più utilizzata è l’osteosintesi con placche a stabilità angolare. Dopo aver ridotto a cielo aperto la frattura, si applica una placca con viti nell’area interessata, che generalmente verrà lasciata in loco e si stabilizzerà completamente nel tempo. Questa tecnica viene spesso prediletta poiché, benché sia più aggressiva di altre metodiche, consente un ritorno alla funzionalità della mano e del polso più rapido. Le complicazioni, quali rigidità articolare, artrosi post-traumatica o neuropatie temporanee, sono possibili per questo motivo è fondamentale eseguire radiografie periodiche in fase di guarigione e una corretta riabilitazione post chirurgica.

Dott. Raffaele Prencipe
Ortopedia e Traumatologia

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