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Controllo dei nei in epiluminescenza: quando serve davvero e come aiuta nella prevenzione dei tumori cutanei

Il controllo dei nei in epiluminescenza, o dermatoscopia, permette al Dermatologo di osservare caratteristiche delle lesioni cutanee non distinguibili a occhio nudo. È uno strumento importante per la diagnosi precoce del melanoma, ma controllo dermatoscopico e mappatura digitale non sono esattamente la stessa cosa: il tipo di monitoraggio va scelto in base al rischio individuale.

Che cos'è il controllo dei nei in epiluminescenza?

L'epiluminescenza, oggi comunemente definita dermatoscopia, è una metodica non invasiva che consente di esaminare i nei e altre lesioni cutanee attraverso un dermatoscopio. Lo strumento permette di osservare colori, strutture e pattern che non sono valutabili con la sola ispezione a occhio nudo.

La sua utilità è supportata da una revisione Cochrane che ha analizzato 104 pubblicazioni, relative a 42.788 lesioni. Nelle valutazioni eseguite direttamente sul paziente, aggiungere la dermatoscopia all'esame visivo ha mostrato una sensibilità stimata del 92% rispetto al 76% dell'ispezione visiva da sola, mantenendo una specificità dell'80%.

Questo non significa che il dermatoscopio “diagnostichi da solo” un melanoma: l'interpretazione delle immagini rimane strettamente legata alla valutazione dermatologica e all'esperienza dell'operatore.

Perché l'epiluminescenza è importante nella prevenzione del melanoma?

Più precisamente, il controllo dermatologico rientra nella diagnosi precoce, cioè nella prevenzione secondaria: non impedisce la comparsa di un tumore, ma può contribuire a riconoscerlo quando è ancora in una fase iniziale.

Il dato è rilevante perché, secondo I numeri del cancro in Italia 2024, nel nostro Paese sono state stimate circa 12.941 nuove diagnosi di melanoma cutaneo nel 2024, di cui 7.069 negli uomini e 5.872 nelle donne. Lo stesso rapporto indica una sopravvivenza netta a 5 anni dell'88% negli uomini e del 91% nelle donne.

Le Linee Guida AIOM sul melanoma raccomandano fortemente di prendere in considerazione, nelle persone con lesioni cutanee sospette, l'esame clinico combinato con la dermatoscopia. Le stesse linee guida ricordano che la sensibilità della sola diagnosi clinica può oscillare tra circa 50% e 85%, anche in relazione all'esperienza del medico.

Chi dovrebbe sottoporsi al controllo dei nei?

Non esiste una regola secondo cui ogni persona debba effettuare la mappatura dei nei con la stessa frequenza.

La valutazione dermatologica assume particolare importanza quando sono presenti numerosi nei, nevi atipici, precedenti personali o familiari di melanoma, fototipo chiaro o una storia significativa di esposizione ai raggi ultravioletti. L'esposizione ai raggi UV, soprattutto quando intensa e intermittente, rappresenta infatti uno dei principali fattori ambientali associati al melanoma.

Anche la comparsa di una lesione nuova o la modificazione di un neo già esistente rappresentano motivi per anticipare la valutazione senza attendere il controllo programmato.

Il dermatologo considera l'intera storia della persona: il numero e l'aspetto dei nei sono importanti, ma non sono gli unici elementi sulla base dei quali viene stabilito il livello di rischio.

Tutti i nei devono essere fotografati e controllati nel tempo?

No. Controllo in epiluminescenza e mappatura digitale seriale sono due concetti differenti.

Durante una visita dermatologica il dermatoscopio può essere utilizzato per valutare le lesioni che richiedono un approfondimento. La mappatura digitale aggiunge invece la possibilità di registrare immagini e confrontarle nel tempo, con l'obiettivo di individuare modificazioni che potrebbero essere difficili da riconoscere attraverso una singola osservazione.

Questo tipo di sorveglianza è particolarmente utile nelle persone ad alto rischio e con molti nei. Un consenso internazionale della International Dermoscopy Society ha indicato, per esempio, un numero di 60 o più nevi come criterio sufficiente per prendere in considerazione il monitoraggio digitale. In presenza di oltre 40 nevi, gli esperti hanno ritenuto indicato il monitoraggio soprattutto quando coesistono ulteriori fattori, come una precedente storia personale di melanoma, capelli rossi o determinate predisposizioni genetiche, oppure un trapianto d'organo.

Questi numeri rappresentano criteri elaborati da un consenso internazionale di esperti, non una regola automatica valida per ogni paziente.

Anche le linee guida europee EADO aggiornate nel 2024 indicano che dermatoscopia digitale sequenziale e fotografia dell'intera superficie corporea possono essere utilizzate nelle persone ad alto rischio per migliorare l'individuazione dei melanomi iniziali.



Come si svolge concretamente la mappatura dei nei?

Il punto di partenza rimane la visita dermatologica della cute. Il medico valuta le lesioni e utilizza il dermatoscopio quando è necessario osservarne più dettagliatamente le caratteristiche.

Quando è indicato un monitoraggio digitale, alcune immagini possono essere archiviate in modo da creare un riferimento per le visite successive. Al controllo seguente, il confronto permette di verificare se una lesione sia rimasta stabile oppure abbia modificato forma, colore o struttura.

La metodica è non invasiva e non utilizza radiazioni ionizzanti. La parte più importante non è semplicemente “fotografare tutti i nei”, ma selezionare correttamente le persone e le lesioni nelle quali il confronto nel tempo può aggiungere informazioni clinicamente utili.

Proprio per questo una mappatura digitale non deve essere interpretata come sostituto della visita dermatologica.

Quando un neo deve essere rimosso invece di essere semplicemente monitorato?

Il monitoraggio non è sempre la scelta appropriata.

Se una lesione presenta caratteristiche sufficientemente sospette per melanoma, le linee guida europee indicano che la diagnosi deve essere confermata attraverso l'esame istopatologico. In altre parole, la dermatoscopia aiuta il Dermatologo a stabilire quali lesioni richiedano attenzione, ma la diagnosi definitiva di melanoma si basa sull'analisi istologica del tessuto.

Il controllo nel tempo trova invece particolare utilità per determinate lesioni che, dopo la valutazione specialistica, non presentano caratteristiche tali da richiederne immediatamente l'asportazione ma meritano di essere rivalutate.

L'obiettivo è quindi duplice: non perdere modificazioni significative e, allo stesso tempo, evitare asportazioni non necessarie quando il quadro clinico consente un monitoraggio sicuro.

Ogni quanto bisogna ripetere il controllo dei nei?

Non esiste un intervallo universale valido per tutti. La frequenza viene stabilita dal Dermatologo sulla base del rischio individuale e delle caratteristiche delle lesioni osservate.

L'importanza del monitoraggio prolungato nei soggetti selezionati emerge da uno studio condotto su 618 persone ad alto rischio, nel quale sono state seguite 11.396 lesioni per una mediana di 96 mesi. Durante il programma di sorveglianza sono stati diagnosticati 98 melanomi; 53 erano melanomi in situ e i 45 melanomi invasivi presentavano tutti uno spessore di Breslow inferiore a 1 mm.

Si tratta di uno studio osservazionale, quindi non dimostra che lo stesso risultato si ottenga in ogni popolazione. Mostra però perché, in pazienti selezionati ad alto rischio, il confronto delle immagini nel tempo possa essere clinicamente utile anche per diversi anni.

Cosa controllare sulla pelle tra una visita dermatologica e l'altra?

Il monitoraggio specialistico non elimina l'importanza dell'auto-osservazione della pelle.

Un riferimento pratico rimane la regola ABCDE: Asimmetria, Bordi irregolari, Colore non omogeneo, Diametro ed Evoluzione. Tra questi aspetti, l'evoluzione è particolarmente importante: un neo che cambia oppure una nuova lesione che appare diversa dalle altre merita una valutazione. Le Linee Guida AIOM includono l'ABCDE tra i criteri utili nell'identificazione delle lesioni sospette.

È inoltre importante ridurre l'esposizione eccessiva alle radiazioni ultraviolette. I dati italiani indicano infatti l'esposizione UV come principale fattore di rischio ambientale per il melanoma, con particolare attenzione alle esposizioni intense e alle scottature in età infantile e adolescenziale.

Il principio pratico è semplice: non aspettare necessariamente il controllo programmato se un neo cambia. Una lesione nuova, un cambiamento rapido o un reperto che appare diverso rispetto agli altri può giustificare una valutazione dermatologica anticipata.


Riferimenti (APA)

  1. Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), AIRTUM, Fondazione AIOM, Osservatorio Nazionale Screening, PASSI, & SIAPEC-IAP. (2024). I numeri del cancro in Italia 2024. Link: https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2025/01/2024_NDC_web-def.pdf
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  4. Russo, T., Piccolo, V., Moscarella, E., Tschandl, P., Kittler, H., Paoli, J., et al. (2022). Indications for digital monitoring of patients with multiple nevi: Recommendations from the International Dermoscopy Society. Dermatology Practical & Conceptual, 12(4), e2022182. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36534527/
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