Correggere il petto escavato è possibile!

Autore: Dott. Michele Torre
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Sapevi che il petto escavato è una patologia spesso frequente nei neonati? Il Dott. Michele Torre, esperto in Chirurgia Pediatrica a Genova, ci spiega come correggere questa condizione con e senza chirurgia!

Cos’è il petto escavato?

Il petto escavato (in latino, Pectus Excavatum) è la più frequente anomalia del torace, anche se spesso è poco conosciuta anche dai medici stessi. Questa condizione si differenzia dal petto carenato (Pectus Carinatum) sia per caratteristiche che per periodo di insorgenza: il petto escavato è presente fin dalla nascita e si manifesta con un infossamento del torace; il petto carenato, invece, insorge più frequentemente tra i 10 e i 15 anni e si presenta con una protrusione dello sterno e delle cartilagini.

È una condizione molto frequente?

Questa patologia è molto più frequente di quello che si possa pensare. Secondo le stime, infatti, circa un neonato su 300/400 (in particolare i maschi) è affetto da Pectus Excavatum. Fortunatamente, non tutti richiedono un trattamento perché presentano delle forme talmente lievi che non vi è necessità di intervenire. D’altra parte, il petto carenato è meno frequente e colpisce circa un bambino su 2.000.

Petto escavato: sfatiamo i falsi miti

Ci sono molte credenze erronee dietro questa patologia. Si pensa ad esempio che possa scomparire spontaneamente con la crescita, ma in realtà con il passare degli anni la depressione della parete toracica anteriore peggiora, tanto che nei casi più estremi il torace può comprimere il cuore (valutabile con una RX torace o RX cardiaca), oppure il cuore può essere dislocato a sinistra dallo sterno sottraendo spazio al polmone (valutabile con una spirometria con un quadro restrittivo). Un’altra falsa credenza è che i pazienti non abbiano sintomi e presentino solo un disagio psicologico: in oltre due terzi dei pazienti con Pectus Excavatum i sintomi sono presenti, anche se in alcuni casi non si presentano in età pediatrica ma durante l’adolescenza o l’età adulta.

Quali sono i problemi che può dare questa patologia, se non adeguatamente trattata?

L’impatto psicologico che il petto escavato ha sui giovani, soprattutto per motivazioni estetiche, è molto rilevante: evitano di fare sport di squadra per non fare la doccia insieme agli altri, evitano di andare al mare o se ci vanno tengono la maglietta. Questo è il motivo principale per cui si rivolgono a noi, ma in realtà ci sono anche altri disturbi più nascosti come:

  • Affaticamento respiratorio: soprattutto quando praticano sport, ma anche durante la salita di scale, i pazienti si stancano precocemente;
  • Dolore o senso di costrizione a livello del torace;
  • Sintomi cardiologici (più rari), come tachicardie o sincopi.

Questi sintomi sono progressivi, vale a dire che da bambini si manifestano raramente, ma diventeranno sempre più frequenti con la crescita del paziente. I soggetti che presentano una forma severa di petto escavato possono manifestare questi sintomi anche a 20 anni, quando ormai prospettive di trattamento sono esclusivamente chirurgiche.

Ormai è accertato da molti lavori scientifici che il cuore nel pectus excavatum severo è compresso e si riempie in misura minore: ciò si traduce in meno ossigeno per i muscoli durante l’attività fisica e per questo i ragazzi hanno frequentemente limitazioni durante lo sport.

Petto escavato: perché spesso viene sottovalutato?

Questo problema è molto spesso sottovalutato. È molto tipico che i medici di famiglia o alcuni specialisti non esperti in questo tipo di patologia minimizzino il problema o suggeriscano attività fisica varia con la rassicurazione che con l’età la situazione possa migliorare. Invece nella nostra esperienza di molte migliaia di casi (di cui più di 500 operati) avviene il contrario, ovvero la profondità del pectus excavatum peggiora con la crescita. È importante rivolgersi allo specialista esperto di malformazioni toraciche in tempo, perché esistono una serie di trattamenti non chirurgici (totalmente conservativi) che si possono attuare solo fino a una certa età, cioè quando il torace è abbastanza elastico da poter essere corretto. Dopo i 15 anni il torace sarà più rigido perché la cartilagine si è trasformata in osso e questo rappresenta un ostacolo per la terapia conservativa, la quale non sarà più efficace.

Per quanto riguarda la terapia chirurgica, esistono da molti anni metodiche mininvasive per cercare di ridurre al minimo il dolore postoperatorio, le dimensioni delle incisioni eseguite, la degenza postoperatoria e le conseguenze sulla vita di questi ragazzi.

L’intervento chirurgico, se eseguito in un centro come il nostro con moltissima esperienza, garantisce in moltissimi casi un ottimo risultato: da una parte viene creato uno spazio adeguato al cuore, che non sarà più deformato dallo sterno, e d’altra parte si otterrà un risultato estetico molto soddisfacente per il ragazzo.

Dott. Michele Torre
Chirurgia Pediatrica

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